Porto di Trieste, in via di completamento il magazzino della giapponese Mitsubishi

12.03.2025 – 07.01 – Se ne era discusso ancora nel 2022, poi la discussione si è col tempo quietata, passata sullo sfondo. Tuttavia l’iter intanto proseguiva e ora è finalmente realtà, in fase di definitivo completamento, il nuovo magazzino della Mitsubishi electric Europe. Lo spazio, composto da 7mila metri quadri, si estende nell’area dell’ex Wartsila, dove un tempo erano tenuti i motori. Nonostante sia un luogo utilizzato dalla Mitsubishi, la mente dietro l’operazione è il Gruppo Parisi, il quale aveva rilevato a propria volta la Sea Metal. Ancora all’inizio del 2022 l’attività della Mitsubishi si era concentrata in via Caboto, nell’ex struttura delle Coop Operaie, attraverso una gestione di PSM Logistica Srl. Come comunica il giornale specializzato Adriaports la Mitsubishi ha scelto di utilizzare la base di Trieste, perchè la pandemia Covid aveva causato un accumulo di materiale, specie per quanto concerneva le richieste in Europa; da qui la scelta di usare la zona retroportuale per il magazzinaggio di materiali poi rivenduti nell’Europa centro orientale, da Vienna a Budapest. Non si tratta della Mitsubishi automobilistica, in questo caso, ma della divisione Electric: si occupa in sostanza di condizionatori rivenduti sul continente; vengono prodotti in oriente (Thailandia e Giappone), in medio oriente (Turchia) e in occidente (Scozia) prima di essere poi rivenduti specie in Austria, Cechia, Polonia e nei paesi dell’Europa orientale. Il magazzino promette scaffalature compattabili automatiche gestite dal software di Toyota material handling, pertanto con una parziale automatizzazione degli spazi.

Ricordiamo che la filiale della zaibatsu giapponese che ora è attiva a Trieste è la Mitsubishi Electric Europe Bv. In terra nipponica la Mitsubishi Electric Corporation (三菱電機株式会社) risale al 1921 e rimane tutt’oggi tra le maggiori produttrici di pannelli fotovoltaici. Il ruolo di Mitsubischi conferma il ruolo di Trieste quale vantaggioso hub della logistica verso il mercato dell’Europa centro orientale; tuttavia rimane luogo di magazzinaggio e non di produzione attiva (in questo caso di climatizzatori). Siamo pertanto ancora lontani dalla rivoluzione che comportò, qualche anno addietro, l’arrivo della British American Tobacco (BAT) a Trieste, con l’effettivo avvio di una produzione industriale. La logistica, sul piano delle assunzioni e della trasformazione del territorio, non può infatti competere con l’industria, specie a livello di retribuzione e importanza strategica.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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