03.03.25 – 17:30 – Preoccupa il progetto per un impianto di produzione di biogas e biometano da sottoprodotti agricoli ed effluenti zootecnici al confine tra i territori comunali di Pagnacco e Tavagnacco, tanto che il già sindaco e oggi consigliere regionale, Moreno Lirutti (Fedriga presidente), ha presentato un ordine del giorno per avviare un percorso che porti a regolamentare, in modo puntuale, la presenza di questi impianti.
Lo si legge in una nota. Il documento, agganciato all’approvazione del disegno di legge
che norma l’installazione degli impianti a fonti rinnovabili sul territorio regionale, approvato mercoledì dal Consiglio regionale, è stato accolto dalla Giunta e contiene un preciso invito, rivolto all’Esecutivo, a valutare l’opportunità di regolamentare la materia, integrando con disposizioni specifiche e mirate il quadro normativo di riferimento.
“Il posizionamento di questi impianti nel tessuto regionale va assolutamente pianificato e programmato – spiega il consigliere Lirutti – prevedendo anche processi idonei, da un lato a un più efficace coinvolgimento delle comunità interessate, dall’altro a garantire il più ampio spettro di valutazioni preventive e, in itinere, indirizzate ad analizzare e ridurre al minimo gli impatti sulla cittadinanza, specie in termini di emissioni“.
A preoccupare le comunità interessate sono infatti, in particolare, proprio le emissioni odorigene, ma anche il possibile inquinamento acustico e ambientale (per gli automezzi
in transito e per i gas climalteranti), connesso a questo tipo di insediamento.
“Per quanto gli investitori diano continue garanzie in merito alle tecnologie avanzate applicate a questi impianti, in grado di contenere al minimo le emissioni odorigene, nelle comunità locali interessate da questa tipologia di insediamenti l’attenzione
resta alta – prosegue l’esponente di Maggioranza – e proprio per questo è quantomai opportuno avviare, a livello regionale, lo studio di una regolamentazione puntuale, al fine di meglio conciliare le esigenze di approvvigionamento energetico con le sensibilità dei diversi territori e delle comunità insediate. Un modo per scongiurare l’insorgere di situazioni di contrapposizione che purtroppo a volte sfociano in momenti di vera e propria tensione sociale”.
[e.e.]


