31.03.2025 – 14.42 – Aumentano a Trieste le richieste di sostegno per casi di presunta vessazione sul posto di lavoro. A rivelarlo è il bilancio annuale redatto dal Punto di Ascolto Antimobbing di Trieste, il centro con sede in via Capitelli 15 sorto nell’aprile del 2023, una realtà finanziata dalla Regione FVG, sostenuta sul piano logistico dall’Amministrazione comunale e gestita dall’ANOLF regionale (Associazione Nazionale Oltre le Frontiere) guidato dal Presidente Faghi Elmi Ahmed.
Un quadro legato al 2024 quello illustrato stamane nel corso di una conferenza allestita in sala Giunta del Comune di Trieste, incontro curato dallo stesso Faghi Emi Ahmed e dalla Psicologa dello Centro Antimobbing, Nadia Sollazzo e che ha visto la partecipazione del Vicesindaco Serena Tonel e dell’Assessore Elisa Lodi. Focus dunque sulle (possibili) problematiche in campo lavorativo che parlano di disagio, vessazione, abiura dei diritti e criticità degli ambienti.
Temi che stando al “dossier” presentato pone in primo piano il numero delle richieste di appoggio e consulenza maturate nell’arco del 2024, 81 nello specifico, cifra che di fatto triplica quello del primo scorcio di attività (aprile – dicembre 2023).
Le donne rivestono una parte preponderante sul piano delle richieste (58%) ma aumentano anche gli uomini (40%). Il settore lavorativo più abitato da casi e valutazioni sembra in generale quello “Privato” e aumentano nel contempo i casi a partire dai 40 anni, spunto quest’ultimo che riflette il respiro della maternità e l’anelito ad una “solidità” che avvolga la realizzazione di una famiglia.
I contesti specifici più gettonati ? Qui vige il riserbo, al momento almeno. La contestualizzazione dei teatri lavorativi più a rischio potrebbe magari emergere nelle prossime e più accurate analisi, magari comparando i dati con le realtà analoghe della regione, già da tempo radicate nelle varie province.
Situazione grave quella di Trieste? Non certo drammatica ma su cui lavorare, restare sul pezzo.
Non tutte le richieste di auto al centro Antimobbing di fatto riflettono poi forme di autentica vessazione ma alla base del percorso figura intanto un concetto inamovibile: “La cultura del buon lavoro, serio e rispettoso dei diritti – ha precisato Faghi Emi Ahamed, Presidente dell’ANOLF – Quello del Mobbing è una problematica che va contrastata in tutti i modi. Per questo il Punto di Ascolto propone una equipe di professionisti qualificati composto da una operatrice di accoglienza, un avvocato, un medico legale ed una psicologa psicoterapeuta”.
Va inoltre detto che il servizio è gratuito e l’anonimato possibile. Alla porta di Via Capitelli 15 si può bussare previo appuntamento contattando il 351.7095391, scrivendo a [email protected] e visitando il sito www.antimobbingts.it.
[f.c]


