25.02.2025 – 07.01 – Trieste fa il punto sulla situazione dei porti di Trieste e Monfalcone e, allargando l’orizzonte, sullo stato delle infrastrutture strategiche del Friuli Venezia Giulia. Porto Franco, pertanto; crisi mondiali e crisi locali; PNRR dall’Europa e investimenti dal governo. Ma è stata soprattutto la netta virata imposta alla geopolitica (e, per sua conseguenza, alla logistica) da parte del neo eletto Presidente Trump, col suo pesante carico di dazi, l’occasione per il convegno tenutosi ieri, lunedì 24 febbraio, nella cornice della Camera di Commercio giuliana. Il convegno, intitolato ‘Priorità nei porti di Trieste e Monfalcone-Prospettive, scenari di mercato e riflessi sul territorio‘, era non a caso organizzato dalla Confcommercio del capoluogo del FVG in collaborazione con Terziaria Venezia Giulia e Confindustria Alto Adriatico e patrocinato dalla Camera di Commercio della Venezia Giulia.
Il presidente di Confcommercio Trieste Antonio Paoletti, dopo i saluti inaugurali, ha passato la parola al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza che ha annunciato come vi sia “una proposta di allungamento del molo della Stazione Marittima di ulteriori 100 metri”; se venisse realizzato “avremmo navi da crociera per lungo tempo”, pertanto “un argomento di cui parlare col nuovo presidente dell’Authority”.
Luciano Del Prete, Direttore Marittimo del FVG e Comandante della Capitaneria di Porto di Trieste, ha invece rimarcato che “il porto di Trieste ha retto l’urto della crisi del Mar Rosso, il traffico è incrementato e incrementabile”. Cogliendo lo spunto del sindaco, anche Del Prete ha osservato che “c’è l’esigenza di allungare il molo della Stazione Marittima”, ricordando sul fronte ambientale che “Trieste è il primo porto in Italia a rifornire le navi di GNL”.
Massimiliano Ciarrocchi, Direttore Generale di Confindustria Alto Adriatico, ha sottolineato con forza le tante crisi susseguitesi negli ultimi anni: “dal 1 febbraio 2020 c’è stato fino ad oggi un continuo susseguirsi di cigni neri” e con Trump “è in atto un ridisegno degli equilibri globali”. Tuttavia occorre ricordare che “chi opera a Trieste porta lo stesso dna di chi scavò il canale di Suez”. Pertanto tempi così perigliosi aprono anche nuove opportunità.
L’Assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante ha osservato invece che “siamo un territorio capace di reagire, considerando il momento”; infatti negli anni “si è riusciti a delineare una linea con eccezionali capacità di resilienza”. Ora “occorre completare la piattaforma logistica regionale, lavorando ai singoli tasselli”, specie “con il nuovo strumento, la cabina di regia logistica“. Quest’ultima sarà “il primo luogo dove discutere i ddl nell’ambito della logistica”.
Il cuore della prima parte del convegno, prima della tavola rotonda coi principali operatori portuali, è stata caratterizzata dalla relazione del presidente di Confcommercio Trieste Paoletti: “Il periodo che stiamo attraversando è segnato da una profonda trasformazione globale” ha riflettuto, infatti “l’Occidente non è più l’unico polo di potere”.
In particolare “i Paesi membri del BRICS, che include Cina, Brasile, India e Russia, stanno assumendo una valenza sempre più importante sui mercati e, nel 2023, hanno generato il 37% della ricchezza globale a fronte del 29% prodotto invece da quelli del G7″.
Paoletti ha individuato, sullo scacchiere mondiale, zone sensibili per Trieste quali il Canale di Suez (ovviamente), ma senza dimenticare il passaggio delle petroliere a Hormuz: “è in corso una riorganizzazione delle reti marittime” e “una modifica dei modelli commerciali”.
Le conseguenze sono note: un forte rialzo dei noli, dei prezzi assicurativi, l’aumento dell’86% dei traffici per il Capo di Buona Speranza e così via.
Pieno supporto da parte di Confcommercio Trieste nei confronti del Corridoio del Cotone (IMEC): Paoletti l’ha definito “una valida alternativa” tramite cui “Trieste assume un ruolo strategico” essendo potenzialmente “l’hub finale di arrivo delle merci“. In questo contesto però il capoluogo avrebbe bisogno di “favorire la crescita delle industrie” e sarebbe “auspicabile che diventi base NATO“.
L’intervento di Paoletti conteneva però anche alcuni elementi concreti, di novità a Trieste e Monfalcone: il presidente ha infatti annunciato “il progetto della Scuola di Alta Formazione, un’iniziativa di Terziaria Venezia Giulia, il braccio operativo di Confcommercio Trieste e alla cui realizzazione hanno concorso Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, FHP Compagnia Portuale Monfalcone e l’LTS Training Center”.
La scuola sarà situata presso il porto di Monfalcone e potrà contare su uno spazio interno di 60 metri quadri per la formazione teorica, situati in un’area esterna di 4500 metri quadri, densa di attrezzature di sollevamento e macchinari utilizzabili per lezioni ed esercitazioni pratiche. “Stiamo lavorando per avere un simulatore per le gru” ha anticipato Paoletti.
L’obiettivo è di formare gli specialisti tanto desiderati dalle compagnie portuali: gruisti, addetti agli autocarri, ai carrelli elevatori, alle piattaforme mobili e così via.
[z.s.]


