Nasce il Manifesto della Comunicazione Non Ostile per e con l’AI, verso il futuro per un dialogo etico e consapevole

24.02.25 – 18:15 – Una comunicazione che sia responsabile e consapevole, specialmente nell’utilizzo della nuova e sempre più evoluta Intelligenza Artificiale. E’ proprio su questa tematica che le realtà di Parole O_stili, dell’Università di Urbino Carlo Bo e di H-FARM College (e con il contributo dalla stessa AI) hanno redatto un Manifesto volto alla sensibilizzazione e all’attenzione per una comunicazione non ostile.
Nasce così il primo ‘Manifesto della Comunicazione Non Ostile per e con l’Intelligenza Artificiale‘, un esperimento innovativo presentato in apertura del ‘Festival della Comunicazione Non Ostile‘ svoltosi il 21 e 22 febbraio scorsi presso il Convention Center di Trieste, di fronte a una platea di oltre 1000 persone, tra cui iil 65% proveniente da altre parti di Italia, e con il 40% di under 30.

Sulla falsariga del Manifesto della Comunicazione Non Ostile del 2017, ecco che i 10 principi sono stati declinati in un’ottica futura con l’obiettivo di sviluppare un’interazione etica con l’Intelligenza Artificiale, evitando distorsioni, bias e usi impropri della tecnologia.
Grazie alla guida degli esperti di Parole O_stili e del Professor Giovanni Boccia Artieri – sociologo dell’Università di Urbino Carlo Bo – gli studenti di H-FARM si sono impegnati nella stesura del decalogo in un processo di co-creazione con l’Intelligenza Artificiale, riconoscendo quest’ultima sia come strumento sia come interlocutore con cui stabilire un dialogo costruttivo e rispettoso.

“Una delle sfide più rilevanti che ci attende è quella di imparare a comunicare con l’Intelligenza Artificiale. La moltiplicazione di oggetti intelligenti nella nostra vita quotidiana, nel lavoro, nell’apprendimento, nell’intrattenimento, richiederà sempre più consapevolezza etica su come relazionarci con e attraverso l’AI – ha spiegato Giovanni Boccia Artieri, sociologo dell’Università di Urbino Carlo Bo – Il Manifesto serve a questo, come bussola per orientarci. È frutto del lavoro che le e gli studenti di H-Farm hanno fatto dialogando con diverse IA generative, rielaborando e discutendo i testi, per poi arrivare al Manifesto di Parole O_stili “per” e “con” l’AI, appunto. Adesso sta a noi farlo diventare uno strumento utile a guidarci nel mondo della comunicazione”.

Il Manifesto verrà usato all’interno delle scuole, e già diverse aziende hanno espresso l’interesse per organizzare percorsi interni di formazione per i collaboratori e le collaboratrici.

Il filo conduttore della prima giornata del Festival, dunque, si può riconoscere nei termini ‘futuro‘ e ‘parole‘; l’evento ha coinvolto 200 ragazzi e ragazze provenienti dalle scuole di tutta Italia e altrettanti tra docenti, manager aziendali e referenti delle Istituzioni, che assieme hanno dato vita alla creazione collettiva della ‘parola del futuro‘. Un neologismo per orientare le relazioni, il modo di vivere in Rete nonché il linguaggio del domani, creato insieme proprio a quella generazione – la Gen Z – che sarà chiamata ad abitare il prossimo futuro.
Il termine creato e scelto è Netily, una fusione tra “rete” e “famiglia”: “La famiglia che ti scegli, fatta di amici, colleghi e vicini di casa, quella rete di supporto che si crea oltre la famiglia biologica”.

“Un segnale importante – spiega Rosy Russo, founder e presidente di Parole O_Stili – del bisogno dei ragazzi di ritrovare una dimensione familiare. Anche se iperconnessi, i GenZers vivono una solitudine forse più forte di quella sperimentata dalle generazioni precedenti, e un senso di abbandono e spaesamento dentro e fuori la rete. Anche per questo è importante continuare a dare vita a momenti di incontro, confronto per ridare forza a una rete di affetto che non sia solo virtuale, ma reale, concreta e vicina alle persone.”

Molti e diversi i temi protagonisti di questa settima edizione: dal dialogo intergenerazionale alla salute mentale, dalla pornografia e social, fino all’etica applicata all’Intelligenza Artificiale. Tra gli ospiti: Mara Maionchi, in collegamento; Giovanni Boccia Artieri, professore ordinario di Sociologia dei media digitali e Internet Studies all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, sociologo e saggista; Cecilia Cantarano, content creator da 1,2 milioni di follower su Instagram e 3,5 milioni su Tik Tok; Licia Fertz, influencer 93enne di “Buongiorno nonna”, triestina doc tra le 100 donne più influenti del mondo nel 2023 per la BBC; Aurora Leone dei The Jackal insieme all’avvocata attivista Cathy La Torre; Jody Cecchetto,; Giulia Lizzoli, Head of Music Operations SEU di TikTok; Gabriela Mandiuc, Music & Tech Consultant; gli Zero Assoluto.

E ancora Don Alberto Ravagnani, il sacerdote star dei social; Elisabetta Zurovac, ricercatrice e docente all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo; Stefano Arduini, direttore di Vita magazine e Vita.it; Giulia Milani della Fondazione Fratelli tutti; Pier Luigi Dal Pino, Senior Regional Director Government Affairs Western Europe di Microsoft; Chiara Maiuri, psicoterapeuta; Chiara Bidoli, direttrice delle testate area infanzia del gruppo Rcs MediaGroup; Mariangela Pira di Sky TG 24; Francesco Cancellato, direttore di Fanpage; David Puente, Vice direttore di Open; Bianca Arrighini, co-fondatrice e CEO di Factanza Media; Stefania Crema, avvocata esperta di relazioni familiari e minori; Giulio Pasqui, founder di Webboh; lo scrittore e content creator Riccardo Pedicone. Enrico Marchetto, founder di Noiza; Benedetta Balestri, founder di One Shot Agency; Edoardo Scotti, social media manager di @loziogerry; Francesca Nonino, l’influencer della grappa; Norma Cerletti aka “Norma’s teaching; Benedetta Bitozzi, Associate Director Communication, Advocacy, Policy di Eli Lilly Italia; Aurora Caporossi, founder di Animenta; Edoardo Mocini, medico dietologo specialista in alimentazione; Iris Zani, presidente dell’associazione “Amici obesi”. Insieme a loro anche Bruno Mastroianni, filosofo e autore de “La disputa felice. Litigando si impara”, Carlotta Valitutti, vice direttrice di Voicebookradio e Vincenza Gargiulo, head of social media, digital content & engagement di Eni, Laura Di Raimondo, direttore generale di Asstel, Sara Gentili, Responsabile Formazione e Sviluppo Risorse Umane Crédit Agricole Italia, il manager Walter Ruffinoni e Fabiana Andreani, esperta di orientamento al lavoro e Vera Gheno, linguista e attivista.

[e.s.]

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