18.02.2025 – 11:05 – L’Italia è un paese felice? La risposta breve è: ni. La risposta lunga è un groviglio di numeri, paradossi e qualche conferma su cose che, in fondo, già sapevamo. L’ISTAT ha misurato la soddisfazione degli italiani con il suo rapporto “Aspetti della Vita Quotidiana”, e il quadro che ne esce è tutto tranne che monocromatico. Il 68,1% degli italiani si dichiara soddisfatto del proprio tempo libero. Ma attenzione: il livello di felicità segue una logica tutta sua. I più contenti? Gli adolescenti (79,6%) e gli over 60 (72,1%). I più frustrati? Chi lavora, ovvero la fascia 25-59 anni (64,8%). Ma ecco la sorpresa: gli over 75, nonostante abbiano più tempo di tutti, non sono più felici della media (64,4%). Forse perché il tempo libero senza le energie per goderne è solo una beffa. Non bastava il gender gap nei salari, adesso scopriamo che anche la soddisfazione è a misura d’uomo. Il 48,7% dei maschi è contento della propria vita, contro il 44,8% delle donne. La differenza si vede anche nella gestione del tempo libero: gli uomini (70,2%) ne sono più soddisfatti rispetto alle donne (66,2%). Forse perché a loro resta più “libero” davvero? Il divario riflette il classico squilibrio nei carichi di lavoro domestico.
Si dice che con il tempo si impara a dare il giusto peso alle cose. Peccato che più passano gli anni, più la soddisfazione cala. Tra i 14-19enni la felicità tocca il 56,6%, ma dopo i 75 anni precipita al 39,4%. In compenso, i 25-34enni sembrano in risalita (+3,5 punti rispetto al 2022). Forse il tempo dell’incertezza sta lasciando spazio a una maggiore stabilità? O semplicemente ci si rassegna?
Chi è più soddisfatto della propria condizione economica? Dirigenti, imprenditori e liberi professionisti (54,5%). Un gradino sotto, gli impiegati (51,3%). E gli operai? Solo il 48,7% si dice contento, mentre per i lavoratori autonomi il dato scende al 47,6%. Eppure, c’è un piccolo barlume di speranza: l’80% degli occupati si dichiara soddisfatto del proprio lavoro.
La felicità non è un concetto astratto, è il risultato di condizioni sociali, economiche e culturali che si riflettono nella vita di tutti i giorni. Un dato su tutti lo dimostra: la soddisfazione per la vita, rispetto al 2022, è cresciuta. Poco, ma è cresciuta. Forse non è una rivoluzione, ma di questi tempi anche un passo avanti può valere un sorriso.
[c.v.]


