Il Comitato No Ovovia esulta, “abbiamo vinto due ricorsi al Tar, procedure autorizzative da rivedere”

03.01.2025 – 14.17 – “Grande giorno per Trieste: abbiamo vinto due ricorsi al Tar” (Tribunale amministrativo regionale, ndr). Esulta il Comitato No Ovovia che da anni ormai continua a portare avanti la propria battaglia contro il progetto della cabinovia che collegherebbe il Porto Vecchio al Carso triestino. Sulla pagina Facebook del Comitato si legge quanto segue: “Oggi celebriamo un’importante vittoria per il nostro territorio, per il buon senso e per il futuro della nostra città. Il Tar ha accolto le nostre ragioni, accogliendo due dei ricorsi presentati e costringendo l’amministrazione a rivedere le procedure autorizzative». E ancora, «la prossima settimana organizzeremo una conferenza stampa per approfondire le sentenze e le implicazioni, ma intanto ci tenevamo a ringraziare tutti voi, cittadini, tecnici, esperti e associazioni: abbiamo dimostrato che insieme possiamo difendere il nostro patrimonio naturale e urbanistico. Questa sentenza è la prova che un’opposizione informata, determinata e trasparente può fare la differenza». In conclusione «la battaglia non finisce qui – assicura il Comitato No Ovovia – continueremo a vigilare e a lavorare per fermare quest’opera illegittima, inutile, impattante, insostenibile e insicura».

Ad intervenire sulla questione è anche la consigliera regionale del Patto per l’Autonomia -Civica Fvg Giulia Massolino: «Una grande vittoria, quella ottenuta dal popolo NO ovovia a Trieste nell’aula di tribunale, che dimostra l’importanza di organizzarsi e lottare per le proprie ragioni».  «La sentenza – rimarca la Massolino – è un macigno che richiama l’amministrazione alle proprie responsabilità, ora riconosciute per essere più di una forzatura, bensì vere e proprie illegittimità. Dopo anni in cui chi ci governa in Comune e in Regione sminuisce e deride le ragioni del comitato, un’ulteriore conferma, oltre alla perdita dei fondi Pnrr, arriva dai giudici: la dimostrazione che la partecipazione e l’intelligenza collettiva hanno la forza di cambiare davvero le regole del gioco». Secondo la consigliera di opposizione «ora la città deve pretendere un’amministrazione che meriti fiducia, costruendo un’alternativa con cui collaborare per guardare insieme a un futuro migliore e progetti reali, sostenibili, che puntino al miglioramento del nostro territorio e non a effimere soddisfazioni personali o costose affermazioni di potere». Per Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) «la sentenza del Tar obbliga il Comune, la Regione e il Ministero a ripartire dalla casella zero, se intendono ostinarsi a realizzare lo sciagurato progetto dell’ovovia, inutile e dannoso fintamente spacciato come un progetto di mobilità sostenibile. Ancora una volta colpisce la superficialità e la prepotenza di questa destra di governo che spera sempre di scavalcare le regole ma per fortuna “c’è un giudice a Berlino”».

«La cabinovia di Trieste vive solo per la testardaggine di una giunta comunale che ha scommesso un pezzo della sua credibilità su quest’opera, mettendosi su una strada senza ritorno. Sono obbligati a fingere di non vedere lo scontento dei cittadini e a chiudere gli occhi perfino sulle pronunce del Tar. Il merito e la chiarezza dei termini di quest’ultima sentenza dovrebbero far riflettere gli ostinati fautori della cabinovia, che presto festeggerà i cinque anni dall’annuncio». Ad affermarlo è la senatrice Tatjana Rojc (Pd), dopo la reazione della Giunta comunale di Trieste, secondo cui l’iter per la realizzazione della cabinovia urbana “può procedere regolarmente senza intoppi”, nonostante l’accoglimento, da parte del Tar di due ricorsi contro la cabinovia “Opicina – Bovedo – Porto Vecchio – Trieste”.

[e.b.]

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