29.01.25 – 18:30 – “Flextronics cede le quote del sito di Trieste e, consapevolmente, decide di non impegnarsi per trovare soluzioni industriali che garantiscano occupazione e produzione. Con questo comportamento il gruppo viene meno agli impegni assunti. La Regione ha chiesto quali siano stati i criteri posti alla base della scelta del fondo individuato e quali siano i presupposti di solidità che hanno portato a questa decisione. Non è pensabile che Flex possa sottrarsi alle proprie responsabilità, versando una somma più o meno ingente a un soggetto terzo per la gestione del personale, in assenza di un piano industriale per Trieste che l’azienda ha ammesso di non aver ancora ricevuto dal fondo”.
Questo il commento a caldo degli assessori al Lavoro Alessia Rosolen e alle Attività produttive Sergio Emidio Bini al termine del tavolo ministeriale sulla vertenza Flex che si è tenuto oggi pomeriggio a Roma.
“La Regione – sottolinea Rosolen – agirà in ogni sede per far sì che Flextronics non possa eludere i percorsi previsti dall’ordinamento italiano a garanzia dei lavoratori, degli
assetti produttivi e dei territori. Ringraziamo invece il Governo per la ferma presa di posizione e per l’impegno ad affrontare quella che lo stesso Esecutivo nazionale ha definito una delle pagine più brutte della politica industriale di questo Paese”.
“Nella riunione di oggi – aggiunge l’assessore – è stato confermato che entro la fine del mese verrà chiuso l’accordo con il fondo FairCap per la cessione del 100% delle quote di Flex. Come Regione non possiamo che stigmatizzare la mancanza di trasparenza e di rispetto verso in primis i lavoratori, le istituzioni e il territorio”.
“Stigmatizziamo in maniera assoluta il comportamento vergognoso di una multinazionale che agisce incurante delle conseguenze che il suo operato avrà sulla pelle dei lavoratori, sullo stabilimento produttivo e su un’intera comunità – rimarca l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini – Negli ultimi mesi l’Amministrazione regionale ha cercato di instaurare un dialogo costruttivo, rendendosi disponibile a diverse interlocuzioni con i vertici aziendali. Interlocuzioni tutte puntualmente sconfessate dal comportamento irresponsabile di Flex, culminato nel rifiuto a valutare altre opzioni di vendita – che pure erano giunte – che potessero garantire la salvaguardia della produzione e, con essa, dell’occupazione nel sito triestino”.
“Si sta operando – afferma Bini – una barbarie contro il territorio e i lavoratori del Friuli Venezia Giulia, che al tavolo odierno si è schierato compatto – sindacati, Regione e
Confindustria – contro questa azione”.
“Siamo a fianco del Governo e del Mimit che al tavolo hanno assicurato tutti gli sforzi necessari a mettere l’azienda di fronte alle proprie responsabilità. Preoccupa, invece, l’assenza totale di rassicurazioni circa il futuro produttivo del sito triestino, una volta completato l’imminente passaggio dello stesso al nuovo proprietario”.
“D’accordo con i sindacati, abbiamo pertanto richiesto di poter incontrare con urgenza il fondo FairCap, al quale chiederemo conto del nuovo piano industriale che – ha concluso Bini – dovrà necessariamente partire dal presupposto del mantenimento dell’operatività e dell’occupazione del sito triestino”.
[e.e.]


