Chiusura Superstrada H4, la Slovenia rifiuta la proposta italiana

09.01.2025 – 10:05 – La chiusura dell’autostrada H4, prevista per i lavori di adeguamento in territorio sloveno, ha creato non pochi problemi per il traffico in Friuli Venezia Giulia, con ricadute immediate sull’economia e sulla viabilità regionale. Il tratto da Razdrto a Vipavski Kriz, che collega l’Italia alla Slovenia, resterà chiuso per circa 18 mesi, ma i disagi non si limitano alla semplice interruzione del percorso. Il punto più critico riguarda il traffico pesante: i 3-400 tir al giorno che normalmente transitano lungo la H4, infatti, non potranno più percorrere la superstrada e saranno costretti a passare su strade secondarie. Il Ministero dei Trasporti sloveno e l’ente gestore delle autostrade slovene, Dars, hanno respinto la proposta italiana di deviare il traffico pesante, circa 3-400 tir al giorno, sulla viabilità secondaria regionale. Durante i lavori sul viadotto, infatti, la chiusura dell’H4 costringerà i mezzi pesanti a percorrere alternative, ma la Slovenia ha deciso che queste soluzioni non sono praticabili.

A pesare, da un lato, è la congestione che si genererebbe sulle strade secondarie slovene, già non sufficientemente dimensionate per affrontare un tale flusso di traffico. Dall’altro, la viabilità alternativa italiana, in particolare il valico di Fernetti a Trieste, rischia di essere paralizzata: ogni giorno, infatti, il tratto chiuso dalla Slovenia vede passare circa 4.000 tir, che andrebbero ad aggiungersi a quelli già in transito nel valico. Con il controllo ai confini, dovuto alle attuali restrizioni di Schengen, il rischio di un blocco completo del traffico è concreto.

Le ripercussioni della chiusura dell’H4 non si limitano ai disagi per i camionisti. I problemi si estendono all’economia locale, in particolare all’autoporto di Gorizia, che rischia di essere declassato a causa della difficoltà di accesso. Un’interruzione dei collegamenti autostradali, infatti, impatta su tutta la filiera logistica e commerciale, mettendo in crisi anche le attività legate al trasporto merci.

Se a livello locale le istituzioni sembrano preoccupate per le perdite economiche, a livello di traffico l’incremento del flusso dei veicoli pesanti rischia di compromettere la qualità della vita dei cittadini e la funzionalità del sistema viario regionale. Le strade secondarie, già messe a dura prova, dovranno fronteggiare il passaggio di centinaia di camion ogni giorno, con un evidente aumento della congestione, specialmente nei weekend estivi, quando il traffico turistico è tradizionalmente più intenso.

Il tema della chiusura dell’H4 ha sollevato un acceso dibattito politico in Friuli Venezia Giulia. La senatrice di Fratelli d’Italia, Francesca Tubetti, ha espresso la propria insoddisfazione nei confronti della gestione slovena della questione, definendo “inopportuno” il rifiuto da parte delle autorità di Lubiana di prendere in considerazione soluzioni alternative per il traffico pesante. Per Tubetti, la chiusura senza adeguate deviazioni potrebbe comportare un danno irreparabile per l’economia regionale, in particolare per le attività logistiche legate all’interporto di Gorizia.

Anche l’opposizione si è fatta sentire. Diego Moretti, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, ha sollevato preoccupazioni circa la necessità di un intervento deciso del governo italiano. Secondo Moretti, sarebbe opportuno che il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, prendesse una posizione chiara sulla questione, considerando anche che la superstrada H4 è stata finanziata in parte con fondi italiani, ai sensi degli Accordi di Osimo. La chiusura potrebbe infatti compromettere non solo il traffico commerciale ma anche eventi internazionali come Go!2025, con conseguenze dirette sul turismo e sull’afflusso di visitatori.

La situazione appare sempre più complessa. Se da un lato le autorità slovene giustificano la chiusura per motivi di sicurezza e di miglioramento delle infrastrutture, dall’altro le soluzioni alternative proposte dall’Italia non sono state accolte. Resta quindi aperto il nodo delle compensazioni per le gravi ripercussioni sulla viabilità e sull’economia del Friuli Venezia Giulia. Le strade alternative, infatti, non sono sufficienti a gestire un tale volume di traffico, soprattutto in un periodo come quello estivo, quando il flusso di turisti verso la regione cresce notevolmente.

Nel frattempo, le istituzioni italiane sono chiamate a una mediazione rapida e incisiva con la Slovenia, per evitare che i disagi diventino insostenibili. La sfida sarà quella di trovare soluzioni concrete per garantire la continuità dei traffici commerciali e ridurre al minimo i disagi per i cittadini e le imprese locali.

[c.v.]

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