10.01.25 – 16:30 – Al centro quest’anno figura il tema della famiglia, tra distorsioni sociali, cambiamenti epocali e isola dei sentimenti. A provare a raccontarlo, per buona parte almeno, sarà “Trieste Film Festival”, il progetto di Alpe Adria e Annamaria Percavassi, in programma dal 16 al 24 gennaio 2025 abitando non solo le tre “case madri” – come il Politeama “Rossetti” di Largo Gaber, il Cinema Ambasciatori di viale XX Settembre 35 e il Teatro “Miela” di Piazza Duca degli Abruzzi 3 – ma ulteriori scali cittadini. Giunto alla sua 36° edizione, la rassegna diretta da Nicoletta Romeo punta a ribadire la sua veste di riferimento nazionale nei confronti della cinematografia della Europa centro – orientale, fornendo una vetrina su autori, concorsi, sperimentazione e anteprime.
Un cartellone di oltre 130 pellicole e quello sguardo rivolto “oltre i confini dell’Europa. I Balcani e noi, dagi anni ’90 ad oggi”.
Questa la rotta dichiarata del Trieste Film Festival, ribadita stamane nel corso della presentazione avvenuta a Palazzo Gopcevich alla presenza dell’Assessore comunale Giorgio Rossi e degli artefici del consolidato progetto artistico: “ Il tema della famiglia e dei legami familiari quest’anno sembra un Leitmotiv trasversale che unisce tanti dei film in programma– ha sottolineato Nicoletta Romeo – La famiglia viene messa alla berlina come istituzione, con tutti i meccanismi inceppati di una struttura archetipica potente, che tuttavia non sembra rispondere sempre ai bisogni e ai desideri degli individui che ne fanno parte. Ma a volte è anche l’unico luogo di salvezza nelle società disgregate – ha aggiunto la direttrice del festival – ed è sempre davanti alla morte che i legami si rinsaldano, e i vecchi rancori passano in secondo piano”.
Tre sono le sono le sezioni competitive, legate a cortometraggi, lungometraggi e documentari, mentre tra le novità ecco (ovviamente) la parte “Visioni Queer” rivolta al mondo Lgbtq, quello del versante balcanico e dei Paesi orientali, mentre la sezione “Wild Roses” si tinge con la produzione cinematografica della Serbia contemporanea, con la cura del regista Stefan Ivancic, produttore e membro del Festival di Locarno. Pescando tra le varie offerte, ecco “Retrospettiva 1945 – La guerra è finita? Traumi, rovine, ricostruzione, a cura di Francesco Pitassio, viaggio ideato a 80 anni dalla fine della seconda guerra mondiale; una trama ambientata il 19 proiezioni nelle giornate del 20 e 21 gennaio al Miela e con la coda prevista a Gorizia, al Kinemax in Piazza della Vittoria 41, il 20 e 21 marzo, nell’ambito delle iniziative targate Nova Gorica – Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025.
Un programma dunque vasto, da scoprire nei dettagli, tra orari, sedi ed eventi collaterali, sul sito www.triestefilmfestival.it e che aprirà i battenti giovedì 16 gennaio, alle 19.30 (e in replica alle 21.30) al Teatro “Miela”, con la proiezione di “Washing On A Star”, per la regia dell’ungherese/slovacco Peter Kerekes, opera già presentata alla Mostra di Venezia.
Il “Trieste Film Festival” va in scena quest’anno con il contributo della Regione FVG, Comune di Trieste, Fondazione CRTrieste, Europa Creativa, Ministero della Cultura e Promoturismo FVG. Abbondano le collaborazioni e soprattutto le fonti di sostegno, come CEI – Central European Initiative, Le Fondazioni Benefiche Alberto e Kathleen Casali ETS, Fondazione Osiride Brovedani Onlus, Fondazione Pietro Pittini, Filmski Centar Srbije / Serbian Film Center, Istituto Polacco di Roma, DeutschZentrum Triest, Comunità Greco Orientale di Trieste, Romanian Filmmakers Union (UCIN), Comunità Croata di Trieste, Associazione Culturale Giovanile Serba di Trieste, Filmoteka Narodowa, CinemARTa – Ca’ Foscar.
Ulteriori ragguagli sulle rotte del festival anche sul canale YoutubeTRIESTEFILMFESTIVAL e attraverso i social: Instagram: triestefilmfestival, Facebook: TriesteFilmFest.
(040.3476076 [email protected]).
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