29.11.2024 – 13-10 – Centri di innovazione e start-up pubblici, esercizi e ristorazione, strutture ricettive, attività legate al tempo libero e intrattenimento. Sono queste le attività economiche che, secondo le imprese associate di Confindustria Alto Adriatico, dovrebbero insediarsi nel Porto Vecchio per aumentare il valore aggiunto del territorio potenziando l’offerta e l’attrattività sia per i residenti che per i turisti. Sono state presentate questa mattina in Camera di commercio dal presidente Antonio Paoletti affiancato dal sindaco Roberto Dipiazza e dall’assessore al bilancio Everest Bertoli. Le attività meno gradite sono quelle manifatturiere, le strutture residenziali private e le attività di cura. Sul fronte dei servizi sanitari, a ricevere le maggiori preferenze sono le farmacie, i poliambulatori medici e diagnostici mentre le attività sociali e culturali hanno ricevuto le preferenze più alte dunque poli museali, biblioteche, spazi di lettura, laboratori artistici, creativi e digitali ma anche centri di studio e co-working. Considerando, invece, i trasporti e la mobilità, ben vengano i terminal passeggeri, il noleggio di biciclette e monopattini elettrici, car e bike sharing e noleggio di barche. Altri servizi graditi sarebbero baby sitting o centri per l’infanzia mentre non vengono visti bene gli insediamenti di centri commerciali e i servizi di assistenza per gli anziani.
Confindustria Alto Adriatico ha raccolto 93 risposte tra 31 donne e 62 uomini di età compresa tra i 50 e i 65 anni (49 per cento) e tra i 35 e i 50 anni (27 per cento). Alla richiesta di Confcommercio hanno invece risposto oltre 400 soggetti e hanno raccolto l’appello tutti i settori produttivi del terziario specie il commercio, il turismo e i servizi alle imprese ma anche il ramo dei servizi alle persone e dei trasporti. Ai suoi associati, Confcommercio ha posto due domande: “Quali attività economiche dovrebbero insediarsi nel Porto Vecchio?” mentre la seconda era volta ad appurare quelle di cui l’ubicazione viene ritenuta opportuna. Molto gettonati sarebbero i negozi di artigianato locale, prodotti alimentari biologici e locali, boutique di moda ed accessori ma anche librerie e cartolerie. Le preferenze vanno poi a caffetterie e pasticcerie, bistrot-wine bar, gelaterie artigianali, ristoranti etnici o a tema. In molti vedrebbero poi con favore l’insediamento di ostelli della gioventù mentre, sul versante dell’intrattenimento, vengono invocati parchi giochi e spazi per bambini, aree verdi in genere e centri per le attività sportive acquatiche o outdoor, campi da gioco ma anche centri benessere, spiagge e marine per la nautica da diporto. Scarso appeal per i servizi sanitari ad eccezione delle sole farmacie.
Dal canto suo, il sindaco ha ribadito che non sorgeranno centri commerciali ricordando invece il 10 per cento di residenzialità prevista «affinchè sia un porto vivo sempre» e collegato in modo efficiente alla città. «Grazie alla Regione che ha comprato quattro magazzini potranno essere spostate alcune sedi degli assessorati con oltre mille dipendenti che creeranno movimento di bar e ristorazione» ha sottolineato. Sarebbero numerose le richieste di investimento giunte finora agli uffici preposti del Comune. «A gennaio ci confronteremo nel concreto, prima dobbiamo preparare la gara e poi il progetto esecutivo. Dopodichè tradurremo in realtà queste idee» ha affermato Bertoli perché «vogliamo alzare il livello della città e del turismo». Per Paoletti, infine, «è importante mantenere comunque una zona franca per le aziende del Far East con uffici e show room e insediare attività che non siano già presenti in città».
[e.b.]


