Ricorso ex Pavan, richiesto l’annullamento della delibera. “Che si ricominci la procedura”

04.11.2024 – 12:27 – “Chiedo che la delibera di approvazione della Variante venga annullata e si ricominci la procedura applicando la normativa vigente nel modo verificato una volta per tutte come corretto”. Con queste parole, Paolo Radivo, figura di punta del comitato “Insieme per San Giacomo”, torna a sollevare l’attenzione sulla futura trasformazione dell’area dell’ex Pavan in un complesso sportivo. Nonostante le demolizioni iniziate ad aprile, Radivo e il suo comitato non hanno mai interrotto la loro battaglia, sollecitando le autorità a rivedere l’intero iter decisionale. A spingere l’attivista e cittadino di San Giacomo a un ricorso formale inviato a diverse istituzioni, tra cui il Comune e la Procura della Repubblica, è stata quella che definisce una “lesione dei diritti di partecipazione democratica e trasparenza”. La controversia ruota intorno alla gestione delle osservazioni e delle controdeduzioni alla Variante 15 del piano regolatore, che riguarda appunto il progetto sull’area dell’ex Pavan di via Frausin.

Nel suo ricorso, presentato lo scorso 2 novembre, Radivo contesta l’approvazione della delibera comunale che ha sancito la Variante 15. Secondo il promotore del comitato, il Comune avrebbe proceduto in maniera non conforme alla normativa regionale, ignorando sia i principi di trasparenza sia quelli di partecipazione democratica. Radivo sostiene che il Consiglio comunale, nell’approvazione della variante, avrebbe dovuto pronunciarsi sulle opposizioni e osservazioni dei cittadini, invece che sulle sole controdeduzioni formulate dall’amministrazione. Tale omissione, afferma, non solo rappresenterebbe una violazione della normativa regionale (Legge 5/2007) ma avrebbe anche compromesso il diritto della cittadinanza a conoscere e valutare pienamente il progetto.

In particolare, Radivo critica la mancata pubblicazione delle 26 osservazioni pervenute a luglio e delle relative controdeduzioni, documenti che – sempre secondo il comitatosarebbero rimasti esclusi anche dalle discussioni del Consiglio e della Quinta Circoscrizione. La richiesta è chiara: una nuova procedura, che preveda la pubblicazione integrale delle osservazioni e consenta a tutti i consiglieri comunali di disporre della documentazione necessaria per valutare con consapevolezza i diversi aspetti del progetto.

Secondo il portavoce del comitato, il mancato accesso agli atti non solo limita la capacità di scrutinio da parte della cittadinanza ma ostacola anche un corretto processo decisionale all’interno del Consiglio comunale. Una prassi, questa, che secondo Radivo risulta in contrasto con le norme di trasparenza e con lo storico metodo adottato dal Comune di Trieste per gli strumenti urbanistici, creando un precedente che il comitato giudica “inaccettabile”.

Per il gruppo “Insieme per San Giacomo”, questa presunta omissione mina la legittimità dell’intero processo decisionale. “Senza la possibilità di accedere ai documenti integrali e senza la trasmissione delle osservazioni alla Quinta Circoscrizione per il parere consultivo obbligatorio,” spiega Radivo, “la cittadinanza si trova esclusa da un dibattito che riguarda il proprio territorio”.

[c.v.]

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