17.11.2024 – 10.00 – Giochi da tavolo e Friuli Venezia Giulia, boardgames e Trieste. Un’accoppiata che suona da tempo naturale: il ruolo del capoluogo giuliano e la vivacità dell’entroterra friulano, specie di Udine per il gaming e di Pordenone per il fumetto, hanno favorito un rigoglioso sviluppo dell’arte ludica con le sue tante diramazioni. Dal videogioco, al gioco di ruolo, al gioco da tavolo, al gioco di ruolo dal vivo, ai giochi di carte e così via. Ricordiamo, onde avere un esempio storico su tutti, come la rivoluzione dei gamebook o librigame che ha imperversato per oltre vent’anni in Italia, sia nata proprio con la E. Elle (EL) di Trieste che per prima ebbe l’intuizione di portare in Italia le avventure di Lupo Solitario di Joe Dever.
I giocatori adolescenti d’un tempo sono ora lavoratori; e non è raro che, laddove la propria professione intersechi la pedagogia, non manchino risvolti ludici, applicazioni di quei giochi d’un tempo a problematiche umane, troppo umane. Il gioco di ruolo applicato all’insegnamento è un classico esempio, ma non solo; si pensi anche alle possibili applicazioni dei giochi da tavolo in alcuni settori dove il dialogo diventa difficile e allora il dado (a venti facce, non d’azzardo) può aprire tante porte.
Si inserisce in questo dialogo la conferenza intitolata ‘L’arte del gioco. Educazione e creatività in azione‘, a cura delle associazioni Alea e La costola dei barbari, prevista con ingresso libero alla Biblioteca comunale Stelio Mattioni di Trieste venerdì 29 novembre, dalle 19 alle 21. Una conferenza che, a propria volta, rientra nella nella programmazione globale di ‘International games month‘, serie di incontri dedicati al gioco di ruolo e da tavolo, iniziativa promossa da anni dall’American Library Association.
La tavola rotonda prevede interventi del magister assoluto dei librigame in Italia Mauro Longo, a propria volta autore di giochi di ruolo e scrittore del fantastico; di Diego Manna, noto a Trieste per aver creato diversi giochi didattici che vertono sull’Area Marina Protetta di Miramare nella quale lavora; di Jacopo Berti, professore che ha messo in pratica l’imparare tramite i giochi di ruolo nella propria esperienza quotidiana nelle scuole e infine Giovanni Bacaro, presidente di Federludo (Federazione Italiana delle Associazioni Ludiche) e docente dell’Università di Trieste, vincitore di un premio per un progetto di creazione di un gioco didattico fruibile anche da chi ha bisogni educativi speciali.
“Il progetto – spiega Cristiano Segolin, presidente di Alea APS – è nato ancora anni fa con una simile proposta alla Mattioni; l’idea è stata poi recuperata nella cornice dell’International Games Month, proponendo nomi di spicco come Longo e Manna, nostri soci da anni”.
A proposito di Alea, questa “è stata fondata nel 1995 da un gruppo di amici ritrovatisi insieme, specie da un gruppo fuoriuscito dallo storico ‘Cavalieri dell’esagono’ proponendo giochi da tavolo, di ruolo e tridimensionale da tavolo. Nel 2017, a causa di una crisi di iscritti, abbiamo rischiato di chiudere, ma grazie a una collaborazione con Bacaro, uno dei fondatori della Costola dei Barbari, abbiamo aperto nuove collaborazioni, inaugurato una nuova sede e siamo ‘esplosi’ di soci e attività, passando dai 14 del 2017 agli oltre 80 odierni”.
Nel caso del contributo del gioco all’insegnamento Jacopo Berti spiega che si tratta di un’ottima scelta onde rispondere a tutte le differenze di apprendimento previste nell’odierna didattica: vi ritroviamo infatti intelligente multiple, diversi stili cognitivi, intelligenza multisensoriale e così via. Inoltre il gioco si inserisce bene nello schema dell’unità di apprendimento presente nella pedagogia, soddisfacendo le macrosfere della motivazione, globalità, analisi e sintesi.
Diego Manna proporrà invece, durante la conferenza, un modello di gioco molto più divulgativo, pensato per contesti generici, pertanto senza operatori necessariamente specializzati, ma addirittura ‘autonomo’. Il modello sarà, in questo contesto, il Miramix, ovvero il gioco dell’AMP di Miramare; sulla ricezione giocheranno un ruolo importante la sessantina di questionari somministrati a chi l’aveva giocato.
[z.s.]


