07.11.24 – 13:17 – “Un brutto vizio: il commercio illecito nel settore dei tabacchi”. È stato questo l’evento promosso dal progetto M.A.C.I.S.T.E. (Monitoraggio Agromafie Contrasto Illecito Settori Tabacchi ed E-cig) e dalla Fondazione Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema alimentare, in collaborazione con Philip Morris Italia, che a Trieste ha approfondito la situazione in Italia e nello specifico in Friuli Venezia Giulia.
Stando, infatti, ai risultati del Rapporto KPMG sul consumo illecito di sigarette in Europa, promosso da Philip Morris Product SA, la nostra regione ha visto una riduzione di tale illegalità pari al 12% (150 milioni di sigarette), nonostante risulti essere una delle zone più colpite dal fenomeno, specie per la sua posizione geografica.
“Gli ultimi dati ci dicono che, nonostante le oggettive difficoltà legate alla prossimità della Regione al territorio sloveno, l’impegno incessante delle Forze dell’Ordine e una sempre più efficace collaborazione tra il mondo pubblico delle autorità e quello privato delle imprese, stanno dando i loro frutti – ha convenuto Piergiorgio Marini, Sr Manager Value Chain Relations & Illicit Prevention, di Philip Morris Italia – Il trend regionale in discesa segue l’esempio virtuoso della media nazionale e ispira un cauto ottimismo, ma non bisogna abbassare la guardia: i dati europei in crescita ci dimostrano l’importanza di un contesto regolatorio e fiscale stabile accompagnato da adeguate azione di contrasto da parte delle Forze dell’Ordine”.
A livello europeo, infatti, lo stato delle cose presenta un peggioramento, con 35,2 miliardi di sigarette illecite consumate (8,3% del consumo totale) e 11,6 miliardi di euro di mancate entrate fiscali. Caso record la Francia con una percentuale di consumo illecito di sigarette del 33% nel 2023, anno in cui l’Italia si è confermata un esempio di best practice nel contrasto al fenomeno, arrivando ad una diminuzione dell’1,8% del totale, con una perdita di entrare fiscali che appare lo stesso considerevole (circa 219 milioni di euro).
Se da un lato il nostro Paese rientra tra le aree mondiali in cui il consumo illecito è minore, dall’altro è proprio in Italia che si verificano la maggior parte dei sequestri, denunce e arresti, come certificato dall’Organizzazione Mondiale delle Dogane.
“Questo perché le rotte del contrabbando vedono il nostro Paese come luogo di transito: dal Nord Africa, dall’Europa dell’Est, dai Balcani, dal Sud-est asiatico, dal Sud-est della Penisola Arabica, i traffici raggiungono l’Italia e da lì si irraggiano in quei Paesi dove è più alto il prezzo al consumo delle sigarette, tra i quali Francia, Regno Unito e Irlanda”, ha evidenziato Carlo Ricozzi, già Generale CA Guardia di Finanza e Coordinatore del Tavolo M.A.C.I.S.T.E.
[e.s.]


