24.09.2024 – 14.05 – Un Consiglio comunale straordinario, che veda la partecipazione del sindaco Roberto Dipiazza e degli assessori Elisa Lodi, Michele Babuder ed Everest Bertoli, e le dimissioni del primo cittadino. È quanto chiedono i capigruppo di opposizione del Parlamentino di Piazza Unità intervenendo sulla perdita di 48 milioni (su 62 complessivi) del Pnrr per il progetto dell’ovovia che dovrebbe collegare il Porto Vecchio a Opicina sul Carso. Lo ha comunicato nei giorni scorsi il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti al Comune. «Il sindaco Dipiazza ha dichiarato “avanti anche senza i soldi del Pnrr”, che tradotto significa: lo pagheranno i cittadini di tasca loro – riferisce il consigliere comunale e regionale Francesco Russo – ma è giunto il momento di lanciare un messaggio inequivocabile facendo sentire forte la voce della città, dopo che l’Amministrazione per paura ha negato la possibilità di farlo tramite un referendum». Da qui la petizione on line, lanciata ieri 23 settembre, che ha già superato le 3mila sottoscrizioni «affinchè neanche un euro dei triestini venga usato».
Di «sdegno» parla Paolo Altin (Lista Russo): «La notizia era nell’aria. Abbiamo perso i soldi del Pnrr e adesso un po’ di cose tornano come i silenzi, le risposte evasive e la sparizione dell’ovovia nei vari rendering. Il sindaco sta prendendo in giro i cittadini». Secondo il capogruppo di opposizione, «c’è stata una grave omissione, pur sapendo quanto comunicato dal Ministero dei Trasporti il sindaco non ha spiegato la situazione. Ha taciuto una realtà che andava raccontata. Per dignità mi vergognerei ad uscire di casa». Poi rincara: «Ci è stato detto che quest’opera era un’occasione unica perché finanziata in larga parte dal Pnrr ma ora? Siamo disposti ad indebitarci? I cittadini accetteranno un aumento delle tasse per pagare un’opera come questa?». Secondo Giovanni Barbo (Pd) «perdere 48 milioni non è una cosa da poco, il sindaco dovrebbe chiedere scusa e non solo. Dice che chiederà il finanziamento ad altri? Senza il requisito di tutela ambientale per la medesima opera, sarebbe immorale». Poi aggiunge: «Stiamo parlando di un’opera morta senza l’approvazione di una variante del piano regolatore».
Di «delirio di onnipotenza» parla invece Alessandra Richetti (M5s): «Non ci si preoccupa né delle normative, né delle regole e neanche delle leggi. Si va contro tutti a prescindere dalla volontà della città con irresponsabilità gravissima». Senza contare «che i tecnici ora si trovano senza copertura finanziaria se sono state intraprese spese ed azioni non nei tempi corretti». A sottolineare che la città abbia perso «il più importante finanziamento degli ultimi decenni» è Riccardo Laterza (Adesso Trieste) che sottolinea: «A questo punto l’Amministrazione dovrebbe rinunciare a procedere sulla strada segnata e comunque resta, anche in caso di proposte alternative, il parere contrario del Ministero della Cultura».
Ed infine, conclude «l’amministrazione comunale ha mentito sistematicamente ai cittadini in questi anni affermando che il progetto era approvato da Bruxelles e che i triestini non pagheranno un euro per questa opera inutile». A detta delle opposizioni, «sindaco e assessori Bertoli e Lodi dovrebbero avere la decenza di dimettersi». Presente all’incontro anche William Starc del Comitato No Ovovia: «Ineludibile la presa di posizione del Ministero, noi continuiamo a fare un lavoro di senso civico e non molliamo. Ci sono ancora ricorsi pesanti in piedi. Che il sindaco faccia una proposta alternativa per non perdere i 48 milioni». Ad oggi – è stato detto – il Comune avrebbe speso 1,2 milioni di soldi pubblici impegnati e liquidati.
[e.b.]


