02.08.2024 – 07.01 – Dalla pacifista austriaca Bertha von Suttner di cui ricorrono i centodieci anni dalla morte, all’uso dell’esperanto come collante tra i popoli, alle tante proteste pacifiste Trieste si è sempre distinta per i movimenti a favore della pace. Rientra in quest’ambito la ‘Kaki Bike for Peace‘ che si svolgerà sabato 3 agosto, ore 9, con partenza in Piazza Unità. La Kaki Bike si colloca alla vigilia della terza Marcia Mondiale per la Pace e la Non Violenza e costituisce la quarta edizione di questo genere, dopo la prima avvenuta nel 2020. Si chiama ‘Kaki’ perchè l’organizzatrice, l’associazione ‘Kaki Tree Project‘ di Brescia, avrà come sosta iniziale l’albero di Kaki sopravvissuto alla bomba atomica di Nagasaki e piantumato nel parco dell’ex Ospedale psichiatrico di San Giovanni, dove tutt’oggi resiste al passare del tempo. Il sovrapporsi di molteplici tematiche, però tutte afferenti a una spinta pacifista, è qui evidente: la rivoluzione non violenta, la legge 180 e il ricordo della devastazione atomica inferta al Giappone dagli Stati Uniti. L’espressione ‘For peace’ invece non è in inglese per caso, ma si riconnette al pacifismo austriaco a cui l’associazione aderisce. Come infatti si è proposto di denuclearizzare il golfo internazionale di Trieste, allo stesso modo Vienna è stata sede della Conferenza ONU sul Trattato di Proibizione delle Ami Nucleari. L’associazione concretizzerà a breve l’adesione al movimento pacisista austriaco.
Il percorso farà poi tappa a Gorizia e Nova Gorica, a fronte della nomina di Capitale europea della cultura; anche nella bisiacaria infatti si pianterà nel 2025 un Kaki di Nagasaki, piantumato dall’amministrazione italiana e slovena. Dopo aver visitato le amministrazioni comunali di Udine e Gemona, i ciclisti giungeranno in Austria a Villaco. E anche qui nel 2023 è stato qui piantumato il primo Kaki di Nagasaki austriaco, presso il Civico Museo locale.
Le tappe austro slovene restanti saranno infine Radje ob Dravi, Graz e Langewang, dal 6 al 9 agosto; anticipi della destinazione finale, di quella Vienna dove un ‘Hibakujumoku‘ è stato piantumato nel parco cittadino di Blumergarten Hirschstetten. Tecnicamente un Hibakujumoku (被爆樹木?) è un albero che è stato esposto al bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki nel 1945 ed è sopravvissuto oppure ha rigermogliato dalle sue radici. Il termine è composto da hibaku (被爆?) che significa “bombardato, esposto a radiazione nucleare” e jumoku (樹木?) con il significato di ‘albero’ o ‘bosco’. Un’altra di queste piante verrà inoltre inserita a breve nell’area antistante il palazzo delle Nazioni Unite.
[z.s.]


