30.08.2024 – 12.30 – Adesso Trieste presenterà un’interrogazione volta a comprendere quali azioni il Comune intende intraprendere nei confronti della precaria situazione delle fogne del Campo Profughi – Ostello Scout ‘Alpe Adria’ di Campo Sacro. La struttura infatti presenta da anni un sistema con sversamenti a cielo aperto che, se si verificasse una recrudescenza dei flussi migratori, porterebbe un’emergenza igienico-sanitaria. Era stata dopotutto proprio la motivazione relativa alla salute la principale causa dietro lo sgombero del Silos di Trieste.
Kevin Nicolini ha ripercorso oggi, venerdì 30 agosto, i fatti salienti in una conferenza stampa all’ombra del Municipio: se infatti la prima concessione ad Amis Scout Trieste risale al 2014, prorogata poi in periodo Covid, l’area è già stata utilizzato quale centro di accoglienza formalmente per cento persone, giungendo però alcune volte a duecento alloggiati. Il sistema fognario, è stato analizzato, si compone di una sola vasca di decantazione, dalla quale i rifiuti vengono divisi tra quelli solidi e liquidi; quest’ultimi confluiscono in una rete di tubature che, alla periferia del campo, le disperdono con tre diverse pompe, nel tentativo di farle assorbire dal terreno. La scelta, compiuta negli ultimi anni, di aver agganciato alcuni container coi servizi sanitari alla (debole) rete fognaria del campo ne ha provocato la saturazione; il terreno infatti è ormai fradicio di liquame che affiora in superficie. Secondo Adesso Trieste il Comune giuliano è consapevole da due anni di ciò, perchè vi era stata una segnalazione già il 7 ottobre 2022 tramite il servizio di prevenzione di ASUGI a seguito di alcune analisi del terreno scoperto contaminato dalle fogne.
La concessione dell’Ostello Scout alla Prefettura di Trieste, avvenuta il 20 maggio 2024, prevede l’utilizzo quale Centro Accoglienza Straordinaria (CAS) rinnovabile dopo due anni; però il sistema fognario non è ancora stato aggiornato, nonostante la struttura in teoria possa arrivare a contenere duecento persone.
Adesso Trieste ha inoltre rincarato come, secondo quanto appreso ieri, manchi da parte del Comune di Trieste lo studio di fattibilità tecnico-economico per l’utilizzo dell’area quale campo profughi.
L’interrogazione vuole allora sapere perchè il sistema fognario non è ancora stato riparato e, se vi è l’intenzione di farlo, quali saranno i costi e i tempi previsti.
“Mi preme segnalare che siamo di fronte a una situazione molto grave, una prova di come la Giunta amministra la città – ha dichiarato Riccardo Laterza – Non solo si crea un danno ambientale e igienico sanitario, ma si inganna la propria stessa cittadinanza. Quando infatti si era scelto di trasferire le persone richiedenti asilo nel campo Scout, si aveva assicurato che la struttura era adeguata. Eppure adesso sappiamo che dal 2022, col primo riscontro ufficiale di ASUGI, il Comune sapeva che la struttura non era adatta. E’ chiaro che lo sgombero dal Silos è stato attuato onde nascondere i richiedenti asilo dalle visite istituzionali a luglio. Una situazione inaccettabile che rende evidenti le gravi responsabilità politico-amministrative della giunta Dipiazza”.
Ma quale alternativa all’Ostello Scout? Kevin Nicolini e Riccardo Laterza tornano a proporre la “struttura mercatale di via Gioia” che “ha tutti gli allacciamenti necessari e sufficienti servizi igienici”. “Non capiamo – hanno riflettuto – l’insistenza di voler togliere una struttura pensata e riservata agli Scout”.
[z.s.]


