‘Trieste profezia di pace’ Al via la Settimana Sociale dei Cattolici in Italia

03.07.2024 – 07.01 – Giovani, democrazia, piazze. Potremmo riassumere con queste tre parole chiave il profilo conferito alla 50ª Settimana Sociale dei Cattolici in Italia a Trieste, riflesso dal titolo stesso, cioè “Al cuore della democrazia. Partecipare tra storia e futuro“. La democrazia dalla prospettiva cristiana e attraverso gli studi cattolici rappresenta infatti il cuore della settimana in corso a Trieste: l’inizio simbolico si avrà domani, il 3 luglio, con l’arrivo del presidente Mattarella; la fine, a trent’anni dall’ultima volta che un pontefice visitò Trieste (papa Wojtyla, 1-2 maggio 1992), con l’arrivo di papa Francesco in piazza dell’Unità, il 7 luglio. Nel mezzo, dispersi tra le piazze cittadine, i ‘villaggi delle buone pratiche‘: agorà di incontri e dibattiti dove si vuole lasciare che sia il cittadino stesso a interagire, a dibattere con l’interlocutore. E naturalmente non mancheranno eventi teatrali e concerti: il Tartini in piazza Verdi mercoledì 3 luglio, letture teatrali tra piazza Verdi e piazza Unità giovedì 4 e venerdì 5; la European Spirit of Youth Orchestra e ‘I solisti di Esyo’ sabato 6. Le conferenze, qui chiamate ‘Dialoghi delle Buone Pratiche’, saranno invece incentrati sui grandi temi dell’attualità, filtrati dalla prospettiva della Chiesa: Transizione ecologica, mondo giovanile, Comunità energetiche, Sport: palestre di inclusione, salute come ‘Diritti di tutti’, Editoria e comunicazione sociale e così via. Il programma completo, in larga parte gratuito è disponibile sul sito dedicato.
Sembra dunque emergere, in questo contesto, come si sia preferito declinare il tema della democrazia non negli argomenti, quanto nel metodo: discutere democraticamente, non discutere ‘di’ democrazia.
Una scelta originale che poggia però molto del suo successo sulla partecipazione dei cittadini; probabile che, a fronte di un generale disinteresse di una città laica e pluriconfessionale quale Trieste, prevarrà una discussione da parte di coloro che sono accorsi nella città (turisti, fedeli, scout, gruppi giovanili, ecc ecc), più che dagli autoctoni.

Stefania Careddu, giornalista dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della CEI, ha introdotto ieri, martedì 2 luglio, la Settimana Sociale nella cornice del Palazzo della Regione partendo proprio dalle rappresentanze locali.
Mario Anzil, Vicepresidente e assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Friuli Venezia Giulia, ha osservato che la Settimana offre l’opportunità di “ragionare sull’epoca contemporanea, onde elaborare una visione del futuro”. Specie attraverso il meccanismo delle piazze, dell’agorà, è importante “elaborare una visione comune”.
Trieste, secondo Anzil, è sempre stata “presidio armato del confine orientale”, ma ora “il confine ha cambiato significato”, anzi “è sinonimo di nuove opportunità di relazioni e di amicizia”.
Il sindaco del Comune di Trieste Roberto Dipiazza ha osservato che si tratta di “un ulteriore trionfo per Trieste” che consente di “continuare a rimuovere quel drammatico Novecento” come era già stato fatto “con il concerto dei tre presidenti”.

“E’ una grande gioia per la comunità civile ed ecclesiale” ha riassunto il mons. Enrico Trevisi, vescovo di Trieste, descrivendo come la preparazione all’arrivo del pontefice sia stata collettiva, a ogni livello: dai fornitori dei materiali, degli alimenti (“le bottigliette d’acqua”), alle collaborazioni con le perone più fragili (“abbiamo avuto anziani, dalle case di riposo, che hanno scritto lettere al papa”).
Predomina, dalla Settimana e dai suoi temi, “un desiderio di speranza”. Dopotutto “Trieste è come una profezia: siamo passati attraverso tante violenze, ma si può essere profezia di pace. Penso all’esempio di Trieste per i vicini paesi balcanici o per la Russia e l’Ucraina. Trieste ha dimostrato che ‘purificare la storia’ è possibile”.

Mons. Luigi Renna, Arcivescovo di Catania e Presidente del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici in Italia, ha tracciato una storia di simili eventi, osservando come avesse avuto le sue origini “nella settimana sociale del 1945 su Costituzione e Costituente”. D’altronde “il beato Giuseppe Toniolo è nato in questo territorio e fu il primo a trattare, da cattolico, il tema della democrazia”. Certo, oggigiorno “le democrazie hanno bisogno di manutenzione, infatti gli alti tassi di astensionismo sono un forte segnale”. Renna ha poi ricordato l’ampia partecipazione ecclesiastica: “saranno presenti quasi tutte le diocesi italiane: Trieste più che mai si farà popolo italiano”.

“Il tema e lo stile di queste giornate è la partecipazione: cioè aprire piazze reali, non virtuali, che siano luogo di confronto autentico, dove riscoprire il piacere di confrontarsi l’uno con l’altro” È stata questa la definizione offerta da Elena Granata, Vicepresidente del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici in Italia, del weekend in arrivo per Trieste. Senza trascurare il puro dato numerico: “900 delegati da tutta Italia, di cui un terzo donne e un terzo giovani, ingaggiati a fare esperienza di un metodo, quello democratico”. La discussione, ha spiegato Granata, si articolerà attraverso “16 piazze tematiche, 5 ogni giorno; sarà un ritorno all’antica democrazia con grande enfasi sui giovani”.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore