In FVG aumentano i casi di pertosse, ASU FC invita alla vaccinazione

07.07.2024 – 09:00 – Nei primi mesi del 2024 in Italia i casi di pertosse sono aumentati dell’800%, al punto da convincere la Società Italiana di Pediatria a lanciare un’allerta. Per ora il fenomeno riguarda numeri contenuti, ma l’aumento relativo è preoccupante con i 110 ricoveri di cui 17 in terapia intensiva e ben tre deceduti tra lattanti e neonati. In tutta Europa, dove c’è stata una recrudescenza della malattia causata dal batterio Bordetella pertussis segnalato a maggio dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), la maggior parte dei casi interessa bambini e adolescenti ma il rischio di sviluppare forme più gravi di malattia riguarda soprattutto i neonati con meno di 6 mesi e le persone anziane, in particolar modo se non vaccinati.

L’impennata nella diffusione della pertosse ha interessato anche il Friuli Venezia Giulia. Nel periodo compreso tra gennaio e giugno del 2024, nel territorio dell’Azienda Sanitaria Friuli Centrale (ASU FC) sono stati registrati 40 casi a fronte dell’unico caso del 2023. Di questi 40 casi confermati, la metà non aveva ricevuto alcuna dose di vaccino contro la pertosse e un ulteriore quarto non aveva completato il ciclo vaccinale consigliato. In totale dunque tre quarti dei soggetti contagiati non aveva ricevuto una protezione vaccinale contro il patogeno. L’allarme ha reso necessaria una presa di posizione della stessa ASU FC, che invita a vaccinarsi per evitare rischi.

Come spiega infatti l’Istituto Superiore di Sanità, oggi il 90% dei casi di pertosse si osservano nelle popolazioni in cui non viene effettuata la vaccinazione, e in questi casi la pertosse può portare a una mortalità elevata nei bambini. Anche nei vaccinati si è visto un ritorno della pertosse a causa della perdita progressiva di immunità poiché, quando 30 anni fa è stato introdotto il vaccino, non venivano somministrate le dosi di richiamo. Per proteggere dall’infezione i neonati nei primissimi mesi di vita, ASU FC raccomanda anche la vaccinazione delle future mamme: la vaccinazione dTpa, che protegge da difterite, tetano e pertosse, non presenta infatti particolari controindicazioni. I neonati potranno poi ricevere il vaccino a partire dal terzo mese di vita.

Che sintomi dà la pertosse? Il batterio causa infezioni alle vie respiratorie che possono essere asintomatiche ma anche estremamente gravi, specie quando il paziente è un neonato. La malattia si caratterizza per una tosse persistente (per più di tre settimane) ma generalmente esordisce con una tosse lieve accompagnata da qualche linea di febbre e copiose secrezioni nasali. Progressivamente la tosse diventa parossistica e si associa a difficoltà respiratorie, una fase che può durare più di 2 mesi in assenza di trattamento. In seguito ai parossismi, si possono verificare anche casi di apnea, cianosi e vomito. Nei bambini piccoli le complicazioni più gravi sono costituite da sovrainfezioni batteriche come otiti, polmonite, bronchiti o affezioni neurologiche. I colpi di tosse inoltre possono anche provocare delle emorragie sottocongiuntivali e nel naso. Nel neonato e nei bambini al di sotto di 1 anno – avverte l’ISS – la pertosse può essere molto grave o addirittura mortale.

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