07.07.2024 – 09:00 – Nei primi mesi del 2024 in Italia i casi di pertosse sono aumentati dell’800%, al punto da convincere la Società Italiana di Pediatria a lanciare un’allerta. Per ora il fenomeno riguarda numeri contenuti, ma l’aumento relativo è preoccupante con i 110 ricoveri di cui 17 in terapia intensiva e ben tre deceduti tra lattanti e neonati. In tutta Europa, dove c’è stata una recrudescenza della malattia causata dal batterio Bordetella pertussis segnalato a maggio dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), la maggior parte dei casi interessa bambini e adolescenti ma il rischio di sviluppare forme più gravi di malattia riguarda soprattutto i neonati con meno di 6 mesi e le persone anziane, in particolar modo se non vaccinati.
Come spiega infatti l’Istituto Superiore di Sanità, oggi il 90% dei casi di pertosse si osservano nelle popolazioni in cui non viene effettuata la vaccinazione, e in questi casi la pertosse può portare a una mortalità elevata nei bambini. Anche nei vaccinati si è visto un ritorno della pertosse a causa della perdita progressiva di immunità poiché, quando 30 anni fa è stato introdotto il vaccino, non venivano somministrate le dosi di richiamo. Per proteggere dall’infezione i neonati nei primissimi mesi di vita, ASU FC raccomanda anche la vaccinazione delle future mamme: la vaccinazione dTpa, che protegge da difterite, tetano e pertosse, non presenta infatti particolari controindicazioni. I neonati potranno poi ricevere il vaccino a partire dal terzo mese di vita.
Che sintomi dà la pertosse? Il batterio causa infezioni alle vie respiratorie che possono essere asintomatiche ma anche estremamente gravi, specie quando il paziente è un neonato. La malattia si caratterizza per una tosse persistente (per più di tre settimane) ma generalmente esordisce con una tosse lieve accompagnata da qualche linea di febbre e copiose secrezioni nasali. Progressivamente la tosse diventa parossistica e si associa a difficoltà respiratorie, una fase che può durare più di 2 mesi in assenza di trattamento. In seguito ai parossismi, si possono verificare anche casi di apnea, cianosi e vomito. Nei bambini piccoli le complicazioni più gravi sono costituite da sovrainfezioni batteriche come otiti, polmonite, bronchiti o affezioni neurologiche. I colpi di tosse inoltre possono anche provocare delle emorragie sottocongiuntivali e nel naso. Nel neonato e nei bambini al di sotto di 1 anno – avverte l’ISS – la pertosse può essere molto grave o addirittura mortale.


