30.07.2024 – 14.59 – I dipinti, i bozzetti, il legame con il Teatro “Verdi” tra gli anni ’60 e il primo scorcio degli anni ’80. Una fase significativa del pittore e saggista friulano Giuseppe Zigaina trova vetrina in “Zigaina in scena”, la mostra ospitata alla Sala “Selva” del Civico Museo Teatrale “Carlo Schimdl” di Palazzo Gopcevich in via Rossini 4, esposizione che apre oggi i battenti (30 luglio, vernice alle 17.30) per restare aperta a pubblico sino al 29 settembre di quest’anno.
Realizzata in occasione del centenario della nascita di Giuseppe Zigaina, la mostra va a incastonarsi nel progetto “Zigaina 100/Anatomia di una immagine” attraverso la cura di Francesca Agostinelli e Vanja Strukelj, la promozione del Comune di Trieste e nell’ambito di una più composita sinergia nutrita dal Comune di Cervignano (luogo di nascita di Zigaina) dalla Regione Fvg e dall’Ente Regionale Patrimonio Culturale Fvg.

La mostra allestita a Palazzo “Gopcevich” parla dei lavori realizzati da Giuseppe Zigaina in chiave di scenografie per il Teatro “Verdi” di Trieste, temi che nello specifico hanno provato a dare anima e colore ad un trittico di opere come “Il convitato di pietra”, lettura sul mito di Don Giovanni di Aleksandr Sergeevic Dargomyskij, andato in scena nel marzo del 1969, ad un classico come la “Carmen” di Bizet nel 1970 e a “Goyescas” di Enrique Granados di 12 anni più tardi.
La trilogia di bozzetti riportata nella esposizione non rappresenta la prima forma di approccio alla scenografia da parte dell’artista friulano. Il battesimo fu con “I giusti” di di Albert Camus, opera allestita all’Auditorium di Trieste nel cartellone del 1967, di cui tuttavia permangono solo le foto dello spettacolo.
“Zigaina in scena” attinge inoltre dall’arte pittorica. La mostra si sposa infatti con tre dipinti di Zigaina di proprietà del Museo “Revoltella”: “Braccianti sul carro” del 1953, “Il fucilato” del 1966 e “Dal colle di Redipuglia: un radioso mattino”, datato 1973 e ispirato alle tematiche rievocative della Grande Guerra.
La mostra è curata da Stefano Bianchi e Cristina Zacchigna, si avvale del contributo di Emilio Medici, Elisabetta Buffulini e Cristiano Rossetti, con la collaborazione di Franco Però e Susanna Gregorat. Il coordinamento è di Francesco Recanati su progetto grafico e di allestimento targato “Basiq”. Il progetto è stato presentato stamane nel corso di un incontro curato dall’Assessore comunale Giorgio Rossi, dal curatore Stefano Bianchi, dal regista Franco Però e da altri artefici dell’iniziativa visitabile dalle 10 alle 17, con ingresso libero (lunedì chiuso).
[f.c]


