Filmava le bambine in bagno, educatore goriziano arrestato e condannato

25.07.2024 – 11.34 – Un educatore goriziano è stato arrestato con l’accusa di aver filmato di nascosto alcune bambine mentre si trovavano in bagno. Come riporta il Piccolo, l’uomo, un quarantenne dell’Isontino, avrebbe ripreso con il proprio cellulare quattro bambine tra i sette e i nove anni durante le attività ricreative proposte da un’associazione culturale, di cui era operatore, a Farra d’Isonzo. I fatti risalgono al 2023, quando una delle bambine ha segnalato la presenza di un telefono nel bagno della struttura scolastica dove si svolgevano le attività del centro estivo. Da quel momento gli investigatori hanno scoperto altri episodi simili in cui l’uomo costringeva le bambine ad essere riprese posizionando il cellulare di nascosto. Dalle indagini è emerso anche un quinto caso avvenuto durante un’attività pomeridiana in una scuola in provincia di Udine. In quell’occasione, secondo l’accusa, l’uomo “con violenza consistita nel prendere la minore di peso e posizionarla sul proprio cellulare appoggiato a terra, costringeva la minore ad essere ripresa sotto la gonna”. Non ci sarebbe alcuna evidenza invece riguardo all’eventuale cessione o pubblicazione del materiale filmato.

Pesanti sono quindi le prove raccolte dagli investigatori a carico dell’educatore, che è stato arrestato e si trova da novembre ai domiciliari. Nella giornata di ieri si è tenuta presso il Tribunale di Trieste l’udienza preliminare davanti al giudice Luigi Dainotti.

Secondo la notizia pubblicata da Il Piccolo, la pm Lucia Baldovin ha chiesto per l’accusato il rinvio a giudizio per ipotesi di reato di pornografia minorile, violenza privata e interferenze illecite nella vita privata, con l’aggravante del coinvolgimento di minori di sedici anni e del fatto che il reato sarebbe stato commesso da persona «a cui il minore era affidato per ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza».

Tramite il proprio difensore legale Guglielmo Bancheri, l’uomo ha chiesto di patteggiare, ottenendo “una pena di due anni di reclusione (senza concessione della condizionale) e altrettanti anni di interdizione dai pubblici uffici, con le pene accessorie dell’interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate abitualmente da minori.” All’accusato è stata anche imposta una multa di 9mila euro.

[a.a.]

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