17.07.2024 – 12:00 – Tirso, l’azienda tessile del gruppo trevigiano Fil Man Made con sede a Muggia, ha messo in cassa integrazione a zero ore 175 dipendenti per 13 settimane a partire dal 19 agosto. Come fanno sapere i sindacati, il trattamento economico, a causa della particolare situazione finanziaria, sarà erogato direttamente dall’Inps. Una svolta tutt’altro che inattesa per la Tirso, considerando le difficoltà manifestate negli ultimi mesi, durante i quali i lavoratori avevano ricevuto i salari in ritardo e a tranche, e che fa seguito al recente disimpegno della finanziaria regionale Friulia, che nel 2020 aveva investito 4 milioni di euro nell’azienda. La decisione di cedere le azioni, come ha spiegato l’assessore regionale Rosolen, è stata diretta conseguenza del mancato rispetto degli obblighi contrattuali stipulati da parte di Tirso che, secondo gli esponenti della Giunta, “ha lasciato cadere nel vuoto le aperture finalizzate a cercare una soluzione alla situazione”.
L’ingresso di Friulia aveva permesso di tamponare con un’iniezione di liquidità una crisi già in corso. Tirso, le cui attività sono iniziate nei primi anni ‘70 nel trevigiano, si è specializzata nella produzione di fibre tecniche speciali ad alto rendimento e resistenti a fuoco, elettricità, prodotti chimici e taglio (ad esempio kevlar), espandendo la propria attività nel corso degli anni in diversi stabilimenti, anche al di fuori dal territorio nazionale. Tuttavia già a partire dal periodo della crisi del 2008-09, l’azienda ha affrontato fasi altalenanti che sono esitate in un restringimento dell’organico e, appunto, all’intervento diretto della Regione nel gennaio 2020 con l’obiettivo di garantire la continuità produttiva e occupazionale del sito di Muggia. La crisi di liquidità degli ultimi mesi invece, secondo fonti sindacali, sarebbe riconducibile a una forte esposizione con i fornitori di energia elettrica.
La decisione di attivare la cassa integrazione è arrivata nei giorni scorsi direttamente da parte della proprietà che ha comunicato alle organizzazioni sindacali e alle Rsu dello stabilimento di Muggia che, a seguito dei proventi realizzati da alcune operazioni straordinarie su cespiti di proprietà del gruppo, l’azienda è nella condizione di garantire gli stipendi di giugno e luglio. La crisi di Tirso ha suscitato reazioni di preoccupazione da parte di sindacati e politica, per un’azienda che dà lavoro a circa 180 dipendenti, in gran parte donne nella sesta decade d’età. “Non nascondiamo la nostra sorpresa per l’azione, peraltro senza precedenti, compiuta da Friulia”, hanno commentato Cgil, Cisl, Uil e Confsal, che lamentano tra l’altro di essere stati informati solo a operazione conclusa, e solo dopo aver richiesto un ulteriore incontro.
La Regione, come affermano in una nota i titolari delle deleghe alle Attività produttive e al Lavoro della Giunta, Bini e Rosolen, intende continuare a portare avanti un’azione condivisa, tempestiva e responsabile a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori in raccordo con Confindustria Alto Adriatico e con le organizzazioni sindacali e continua altresì ad auspicare che una quota del ricavato dalle operazioni straordinarie che il Gruppo Fil Man Made sta ponendo in essere venga utilizzato per definire la posizione di Tirso con Friulia. La Regione inoltre “continuerà a perseguire l’obiettivo della continuità produttiva ed occupazionale del sito di Muggia, obiettivo il cui conseguimento richiede un comportamento responsabile da parte dell’attuale proprietà”.


