Come ti offendo in dialetto triestino. Linda Simeone lo evoca tra colore e costume

21.07.2024 – 07.13 – Anche questo progetto pare sia stata partorito dal contesto sociale causato dal Covid. Tra isolamento, solitudine e proclami di reazione emotiva, ecco l’idea lanciata a suo tempo sui social dalla imprenditrice Linda Simeone, una sorta di “bando” legato al vernacolo triestino. Chi conosce le parole in dialetto atte a offendere? Questa l’appello su facebook. Le risposte non si sono fatte attendere e in un periodo dettato anche dalla revoca dei picchi culturali, ecco imbastito in rete un nuovo ma antico dizionario della “parolazza” in triestino, tema che ha indotto Linda Simeone a sfruttare sapientemente il caso.
Ecco allora alle stampe il libercolo “Te son bel come el cul dela padela – Libro de pastrociar dei insulti triestini” (White Cocal Press) opera che verrà (ri)presentata al pubblico nella giornata del 25 luglio, alle 19, al Barachin del Pedocin (per chi non abita il gergo si tratta del bar dello stabilimento Lanterna, in Molo Fratelli Bandiera 2) nell’ambito di una serata denominata con letteraria arguzia “Parolazze sotto l’ombrellone”.

Il libro della Simeone compendia una sorta de “il meglio di” raccolto in rete ma racchiudendolo in una cinquantina di pagine da colorare. Niente prosa quindi, solo matite e richiami dei versi popolari, alcuni desueti, altri ancora in auge.
Accanto ad ogni termine offensivo della saga dialettale triestina, ecco un disegno da riempire ad estro personale. Qualche esempio? “pantigana marza” (ratto ripugnante) “cagainbraghe” (propenso alla dissenteria nei casi di periglio) “Va a sburtar radicio” (tu possa morire e contribuire a fertilizzare il terreno antistante il feretro) e anche “petesson” (rodato amante della ebrezza alcolica) e molto altro ancora come il più noto “Te son fora come un pergolo” (sei degno della riforma psichiatrica tanto cara a Trieste).

La serata, presentata da Romana Olivo, vedrà Linda Simeone destreggiarsi tra due versanti narrativi e commerciali. Si, perché accanto alla natura del libro, l’appuntamento in area Pedocin riserva pure la vetrina per “Nova Colezion de Maiete Sporcaccione”, il percorso collaterale disegnato in una linea di magliette che richiamano le perle dialettali estrapolate in rete, idea questa realizzata da Marina Coceani, l’illustratrice del libro.
L’appuntamento del 25 luglio (dotato dell’inevitabile coda conviviale) richiede la prenotazione, effettuabile al 345.2911405.

Alcuni ulteriori vezzi al seguito del libro. Qui Linda Simeone ha optato per uno pseudonimo, firmandosi Miss. Diga Cro (audace Calembur) e ha poi formulato una dedica che recita: “A tutti quei che ogni tanto che ciapa el futer..”. Che cosa è il “futer”? Verrà svelato all’ombra del Barachin del Pedocin, tra spritz e morbin..

[Linda Simeone è imprenditrice, comunicatrice, autrice, critica fotografica, pr, organizzatrice di eventi e runner. Ideatrice de Le vie delle Foto, progetto fotografico di importanza internazionale che si esprime maggiormente nel cuore della città di Trieste.]

[f.c]

 

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