Caso “Centro Stupri”, la frase proviene dal film “Il Dittatore” (2012)

02.07.2020 – 09.40 –Il dittatore” (The Dictator) è un film comico-demenziale del 2012 che corona la carriera anti politically correct dell’attore Sacha Baron Cohen, assorto a (in)famia mondiale con i film Ali G, Borat – Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan e Brüno, tutti incentrati sulla satira degli stereotipi razziali.
Baron Cohen interpreta il ruolo di un dittatore di un piccolo stato africano stretto tra gli interessi delle potenze mondiali, coinvolto suo malgrado in un gioco di qui pro quo che inscena situazioni dissacranti e battuteal limite“.
Proprio in questo contesto compare l’espressione “Centro Stupri”, basato su uno scambio di battute tra il generale Aladeen e Zoey:

Zoey: Ti hanno sottoposto ad abusi sessuali?
Generale Aladeen: Sì, mi hanno stuprato molto poco professionalmente.
Zoey: Oh no, dobbiamo andare al centro stupri!
Generale Aladeen: C’è centro per stupri? Grande! Mi piacerebbe molto! Potremmo andarci un giorno! Affitto limo, beviamo cocktail, metto scarpe da stupro…

Secondo l’avvocato difensore Maurizio Miculan, proprio questo scambio di battute nel film sarebbe stato adocchiato dai sette ragazzi ora indagati dalla Questura di Udine quale nome del gruppo, dapprima per le T-shirt e in seguito per la prenotazione presso il ristorante e la discoteca.
Stando alle dichiarazioni dell’avvocato, riportate da Il Messaggero Veneto, si tratterebbe pertanto di citazionismo e, in senso lato, satira; certo non istigazione a delinquere.
Occorre osservare come vi sia un dislivello di età tra i giornalisti che hanno riportato il caso, a partire dall’indagine di Selvaggia Lucarelli (1974) e i ragazzi; il film è un cult le cui battute sono note tra chi è più giovane, ma non tra le generazioni più anziane.
Se era tutto un esercizio di citazionismo, non è chiaro tuttavia perchè i ragazzi abbiano risposto con battute razziste e antisemite sui Social, né perchè non lo abbiano confessato fin dall’inizio, spegnendo le polemiche.

[z.s.]

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