Il Teatro Verdi riscopre ‘La Porta Divisoria’, opera dei triestini Strehler e de Sabata

11.06.2024 – 13:30 – Il Teatro Verdi è pronto al debutto de “La Porta Divisoria”, opera che fino ad oggi è andata in scena una sola volta in tempi recenti, e che per l’occasione sarà proposta in coppia con la ben più nota “Il Castello del Duca Barbablù” di Béla Bartók. Il dato curioso è che c’è molta triestinità nella genesi della sconosciuta “Porta Divisoria”, che fu commissionata a metà degli anni Cinquanta dal direttore artistico della Piccola Scala di Milano, Victor de Sabata, uno dei direttori d’orchestra italiani più celebri del XX secolo e, appunto, triestino di nascita. Un altro figlio di Trieste, il grande regista Giorgio Strehler, firmò allora il suo unico libretto d’opera, il cui dattiloscritto con note dell’autore si trova in copia nell’archivio del Museo Teatrale Schmidl, mentre la creazione della partitura fu affidata al compositore Fiorenzo Carpi.

Il soggetto dell’opera, tratto dal celebre racconto La metamorfosi di Franz Kafka, fu scelto proprio da Carpi, poiché il tema della disumanizzazione del diverso era materia scottante della storia della sua famiglia, vittima di persecuzioni razziali e politiche durante la Seconda Guerra Mondiale con il padre Aldo Carpi, illustre pittore milanese di lontane ascendenze ebraiche, internato nel lager di Gusen-Mathausen, esperienza da cui trasse il lungo memoriale Il Diario di Gusen, oggi anche spettacolo teatrale grazie alla figlia Martina Carpi. L’opera “La porta divisoria” sarà proposta al Teatro Verdi in una produzione del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto – dov’è andata in scena nel 2022 –  con la regia di Giorgio Bongiovanni e, per quanto riguarda la parte musicale, il completamento del quinto quadro da parte del compositore Alessandro Solbiati.

Per “fare dittico” con il lavoro di Carpi-Strehler è stato scelto uno dei capolavori del teatro musicale dei primi decenni del secolo scorso, intriso di simbolismo e manifesto della dirompente carica innovativa che Béla Bartók seppe portare nella scena musicale mondiale quando nel 1911, nemmeno ventenne, con il Il castello del duca Barbablù firmò la sua unica opera. La produzione dell’opera di Carpi vede un cast di giovani promesse guidate dalla bacchetta di Marco Angius, direttore italiano sempre più presente e stimato nelle migliori stagioni europee, che dirigerà l’orchestra del Verdi anche nel Castello del Duca Barbablù, titolo che mancava dal Verdi dal 1979, quando andò in scena per la prima e unica volta.

Il fil rouge visuale delle due opere, entrambe giocate su porte simbolo di inquiete separazioni e misteri disturbanti, viene completato dalla nuova produzione del Verdi del Barbablù con la regia di Henning Brockhaus, ex collaboratore proprio di Giorgio Strehler. Nelle due parti dell’opera di Bartók saranno impegnati il basso Andrea Silvestrelli, Barbablù , e il mezzosoprano Isabel de Paoli, che darà la voce all’ultima moglie, Judith. Il debutto del dittico La porta divisoria / Il Castello del Duca Barbablù è in cartellone per venerdì 14 giugno 2024 alle ore 20:00, recita cui faranno seguito altre cinque repliche. Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata nel sito del Verdi.

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