18.06.2024 – 13:07 – Nel 2023, il panorama degli scioperi in Italia ha mostrato una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente. Sono stati infatti proclamati 1.649 scioperi, poco più dei 1.618 del 2022, e ne sono stati effettivamente realizzati 1.129, uno in più rispetto all’anno scorso. Questo dato, però, si inserisce in un contesto di netta diminuzione rispetto al decennio precedente: nel 2012, infatti, furono proclamati 2.330 scioperi, di cui 1.375 effettivamente svolti. A evidenziare queste cifre è Paola Bellocchi, presidente della Commissione sugli scioperi, nella sua relazione annuale. Tra i settori più coinvolti, spicca il trasporto passeggeri: aereo, ferroviario, marittimo e pubblico locale, con 639 scioperi proclamati e 449 effettivamente realizzati, pari a quasi il 40% del totale.
“Nel nostro Paese, malgrado le regole vigenti siano tutte rispettate, nei trasporti si manifesta da anni un ampio fenomeno di microconflittualità, legato alla frammentazione della rappresentanza sindacale nel settore”, ha spiegato Bellocchi. “Si assiste a un reiterato ricorso allo sciopero, spesso collocato a ridosso di giornate festive, che genera disservizi con una frequenza tale da apparire poco comprensibile a un comune cittadino”.
Analizzando i diversi ambiti del trasporto, nel settore aereo si sono registrati 141 scioperi, quasi invariati rispetto ai 138 del 2022, di cui 58 a livello nazionale. Nel trasporto ferroviario, invece, gli scioperi sono diminuiti da 82 a 57, con 19 a livello nazionale. Significativa la riduzione degli scioperi nel trasporto marittimo, passati da 12 a 6, di cui 3 a livello nazionale. Al contrario, il trasporto pubblico locale ha visto un incremento degli scioperi, saliti a 245 dai 193 dell’anno precedente, con 17 a livello nazionale.
La Commissione ha operato attivamente per mitigare i conflitti: su 1.648 scioperi proclamati, ha emesso 254 indicazioni preventive, con un tasso di osservanza del 96%. Bellocchi ha sottolineato che “la maggior parte delle procedure gestite dalla Commissione resta orientata a generare opportunità per soluzioni condivise, piuttosto che imporre sanzioni”, evidenziando come nel 2023 siano state svolte 8 audizioni formali con organizzazioni sindacali e aziende.
È interessante notare che oltre l’80% degli scioperi del 2023 ha avuto una dimensione locale, legata spesso a problematiche quotidiane come la carenza di personale, la distribuzione dei carichi di lavoro e il riconoscimento delle indennità. “Interi settori dei servizi pubblici essenziali sono interessati da conflitti puramente locali, ma di notevole impatto quantitativo”, ha dichiarato Bellocchi. La Commissione si impegna nel rigoroso rispetto delle procedure di raffreddamento e conciliazione obbligatorie per legge, anche se i risultati non sono ancora pienamente soddisfacenti.
Un ulteriore problema segnalato riguarda la gestione esternalizzata dei servizi pubblici essenziali. Bellocchi ha spiegato che questa nuova organizzazione, spesso tramite appalti e subappalti al ribasso, comporta differenze retributive significative e una diffusa precarietà. “L’inadempimento dell’obbligo retributivo continua a rappresentare, nell’anno di riferimento, la metà delle cause di insorgenza dei conflitti nel settore dell’igiene ambientale nelle regioni del Sud e nel settore dei servizi comunali esternalizzati”, ha affermato Bellocchi, sottolineando che questi conflitti non mirano a ottenere nuovi diritti, ma a garantire il rispetto di quelli esistenti.
[c.v.]


