27.04.2024 – 07.01 – Man mano che l’estate avanza il pensiero, per molti triestini, volge all’Istria e, in senso più ampio, alla Slovenia e Croazia. Dall’essere cenerentola del turismo, la Croazia in particolar modo si è distinta negli ultimi decenni per la forte enfasi impressa all’economia turistica. In quest’ambito un nuovo imprimatur giunge dal giornale britannico The Guardian che, all’interno di una rassegna sulle dieci città costiere più belle d’Europa, inserisce due conoscenze note ai triestini, ovvero Sebenico/ Šibenik e Ragusa Vecchia/ Cavtat. Sebenico viene descritta come “una Dubrovnik in miniatura”, con “la stessa, elegante, architettura veneziana e le case coi tetti di terracotta” e naturalmente “con molte meno folle”. “Questa è una città pensata per vagabondare: dalla Riva, – prosegue il giornalista – la zona dei moli lungo il mare, all’elegante cattedrale e attraverso l’intreccio di vie e androni che portano alla fortezza dell’XI secolo di San Michele”. Sebenico vanta infatti una lunga storia connessa ai domini della Repubblica di Venezia; oggigiorno quanto sopravvive della comunità italiana – 16 persone – si appoggia alla minoranza presente a Spalato.
Cavtat è invece descritta come una delle città maggiormente affascinanti della Dalmazia; “case dai tetti di terracotta che crescono tutto attorno a una baia a ferro di cavallo” con due lunghi collegamenti in legno verso la ‘sorella’ Dubrovnik.
Il plauso del Guardian riflette una generale passione del turismo internazionale verso la Croazia che, nonostante l’inflazione e i massicci rialzi scelti dai ristoratori e dai negozianti a seguito del passaggio dell’euro, non sembra arrestarsi. I dati del primo trimestre dell’anno si sono infatti rivelati positivi; e tuttavia l’estate 2024 si presenta come altrettanto cara di quelle precedenti, se non di più. I giornali croati, similmente a quanto facevano quelli italiani durante l’inflazione, stanno pubblicando gli scontrini di alcuni bar e ristoranti delle città costiere. La Voce del Popolo riportava il caso di un caffè macchiato, ad Abbazia, venduto a sei euro. Anche in altre isole e località costiere i prezzi sembrano aumentare ancora, riflettendo un turismo non più italiano o tedesco, ma proveniente oltre oceano: statunitense, coreano, cinese e così via. Una scelta compiuta a favore di un turismo internazionale che, nel caso di gravi giunture geopolitiche, espone a particolari rischi. Lo stesso macchiato venduto a sei euro al turista americano non può certo essere ri proposto all’italiano o all’austriaco. Si tratta tuttavia di una scelta elitaria che non è certo caratteristica della sola Croazia. Prezzi simili sono infatti presenti a Venezia, Roma, Firenze e in generale nei centri storici delle principali città d’arte italiane.
[z.s.]


