15.04.2024 – 11.21 – Le recensioni del secondo Osservatorio sull’economia Fvg, curato dalla CCIAA Pn-Ud, confermano le ottime opinioni degli esperti sull’imprenditorialità del Friuli-Venezia Giulia: nell’ultimo anno è infatti aumentato il numero delle imprese attive, con un incremento di ben 331 unità. Continua dunque il trend di crescita iniziato dopo l’emergenza sanitaria, con aumenti importanti – si legge nei commenti dello studio – in particolare per i settori dei servizi e delle costruzioni.
Sfogliando le recensioni è inoltre possibile individuare commenti positivi per quanto riguarda l’export friulano, che risulta incrementato del 23,2% rispetto al periodo precedente la pandemia.
Di fronte a queste recensioni aggiornate e alle opinioni positive degli esperti, è bene chiedersi quali siano stati i fattori che hanno dato un impulso alla crescita delle imprese friulane: di certo hanno aiutato in modo particolare le politiche di supporto da parte della Regione. Stando alle recensioni, infatti, nell’ultimo anno sarebbero stati messi a disposizione complessivamente 250 milioni di euro, tra canali contributivi e finanziamenti.
Non stupiscono quindi i commenti positivi con cui sono stati accolti i contributi per la trasformazione digitale delle PMI. La Regione ha infatti approvato il bando “A2.1.1 – Sovvenzioni finalizzate alla realizzazione di investimenti innovativi e tecnologici a favore della trasformazione digitale delle imprese”. Si parla nel concreto di contributi a fondo perduto per realizzare progetti di sviluppo tecnologico e di innovazione digitale, per un totale di 13 milioni euro.
Gli interventi finanziabili sono tutti quelli che prevedono la realizzazione di soluzioni tecnologiche innovative per l’operatività dei sistemi di informazione integrati. Dalle soluzioni ERP ai sistemi di gestione documentale, dalle piattaforme di Customer Relationship Management (CRM) agli strumenti di business intelligence, fino agli strumenti per la salvaguardia dei dati aziendali e ai sistemi per il commercio elettronico e per il cloud computing.
Sono inoltre incentivabili gli interventi che, rispettando i paradigmi dell’Internet of Things (IoT), permettono uno scambio di informazioni tra macchine e oggetti. Tra le spese ammesse ci sono quelle per l’acquisto e l’installazione di hardware e di software, nonché quelle per l’acquisizione di servizi di consulenza, con intensità massima pari al 50% delle spese ammissibili.
La scelta delle spese ammissibili conferma le opinioni degli esperti di Co.Mark – Warrant Hub, l’azienda di consulenza per lo sviluppo del commercio estero, che proprio negli e-commerce e nella cybersecurity individuano due tra gli aspetti principali su cui dovrebbero investire le imprese italiane.
Nei loro commenti i consulenti di CoMark sottolineano infatti la rilevanza sempre maggiore degli store online, considerati un volano di crescita dei profitti anche grazie alla semplicità di utilizzo e di gestione.
Vista l’importanza riconosciuta dalle recensioni sugli aiuti regionali, le opinioni degli addetti del settore riguardo a questa nuova tranche di finanziamenti non potevano che essere positive.
Vale la pena sottolineare che il limite massimo dell’aiuto concedibile per il singolo progetto è di 250.000 euro e che la data ultima per presentare la domanda è fissata al 30 aprile.
[n.t.k.]


