21.04.2024 – 08.30 – Continua lo sforzo, da parte degli enti scientifici triestini e dell’industria friulana, di compenetrare l’elemento della ricerca con la produzione industriale, in linea con quanto avviene negli Stati Uniti e in Germania, paesi nei quali la ricerca muove a sua volta l’innovazione nelle imprese. Uno sforzo che procede di pari passo con una sempre maggiore collaborazione tra pubblico e privato, tra Regione e filiera industriale. Si colloca in questo contesto il progetto Lab Village iNest Spoke 8 (Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem), presentato alla ‘casa delle start up’, cioè l’Urban Center di Trieste. Naturalmente focus dell’incontro è risultata essere l’innovazione connessa all’intelligenza artificiale; intento di fondo rimane promuovere attraverso un Mcluhan(iano) villaggio globale la collaborazione tra accademia e azienda. A partire da quali metodi usare onde avere effettivamente questa interfaccia; e come effettivamente comunicare e trovare reciproci vantaggi tra azienda ed ente di ricerca, senza che il primo miri semplicemente ad appropriarsi di quanto reputi utile per aumentare la produttività dell’impresa. Il momento sembra d’altronde favorevole; iNest infatti ha beneficiato nel Nord Est di 24 progetti finanziati dal PNRR, ripartiti tra 9 differenti università. INest dovrà, entro il 2026, portare a termine tutti i 24 progetti focalizzati sull’innovazione nelle aziende; naturalmente nel settore manifatturiero e industriale, ma senza dimenticare l’economia blu, la montagna, il turismo, il settore medico e alimentare.
L’assessore regionale alla Ricerca e Università Alessia Rosolen ha commentato, durante la presentazione, come l’innovazione qui discussa andrebbe nel caso del Friuli Venezia Giulia indirizzata verso le piccole e medie imprese la cui sopravvivenza in FVG sembra essere legata all’internazionalizzazione, già molto presente con l’export dell’entroterra industriale friulano.
Il vicepresidente di Confindustria Alto Adriatico Diego Bravar ha preferito invece enfatizzare le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale, definita come “un’altra rivoluzione industriale che cambierà il mondo”. Secondo Bravar vi sarà a questo proposito “una crescita enorme in questo settore, che cambierà anche l’Europa”. Simili previsioni erano già state annunciate, in precedenza, per il settore del blockchain e del Metaverso, senza tuttavia trovare un’effettiva applicazione.
[z.s.]


