26.04.2024 – 08.26 – 25 Aprile 1974 – 2024. L’altra festa del mese si è celebrata lontano dai retaggi del conflitto e delle ideologie, legata piuttosto al culto della pastorale cattolica e al senso di un cammino che guarda all’educazione giovanile e al dialogo con le altre anime comunitarie cittadine. Sono infatti cinquanta gli anni celebrati nella giornata del 25 aprile dalla Comunità di Sion di Trieste, la realtà che gravita attorno alla Parrocchia di via Don Minzoni 7 e all’Oratorio “Paolo VI”, due feudi del cristianesimo incastonati nel rione di San Vito, quartiere “bene” abbracciato dal verde e dalle borghesi dimore. Qui da mezzo secolo la Comunità di Sion non predica nel deserto, anzi. Sì, perché una delle componenti della missione è far riecheggiare spunti e temi della sua anima e “primo attore”, Mons. Ettore Malnati, 78 anni, parroco, docente, già Vicario per la Cultura della Diocesi di Trieste, presidente dell’Associazione “Studium Fidei”, giornalista e scrittore con una sessantina di opere all’attivo.
Alfiere dell’ecumenismo a Trieste, Mons. Malnati, persona infatti spesso più spalleggiata dal rabbino di turno che da qualche suo confratello. Polemiche e attacchi non gli sono mai mancati del resto, sorta di dote naturale per chi ha lavorato in prima linea, e non solo sull’altare. I 50 anni della “sua” comunità sono stati quindi il pretesto di un bilancio, analisi di un cammino personale e di una città adagiata da sempre tra preghiere, confini, astio e laicità: “ Sono arrivato a Trieste che avevo 18 anni – rammenta Mons. Ettore Malnati – ora ne ho 78, ho assistito ai cambiamenti locali ma ho sempre constatato una capacità al dialogo, una laicità adulta, una attenzione ai valori dell’ecumenismo. In questo cammino di 50 anni credo ci siano state più luci che ombre, di certo con tante prove – sostiene il Parroco della chiesa di Nostra Signora di Sion – ricordo l’impegno ecumenico, l’incessante attività formativa e di aggregazione nell’Oratorio. Senza contare le esperienze altrettanto forti e intense vissute nella dimensione del volontariato in occasione del terremoto del 1976 in Friuli e di quello in Irpinia nel 1980”.
E le ombre? Ci sarebbero, certo, annidate proprio nel ramo cattolico: “Il Cattolicesimo è sempre aperto al dialogo e alla realtà sociale – attesta Mons. Malnati – ma anche nel territorio ci sono i rischi legati al devozionismo, un rivolo che può sfociare nell’integralismo e a relative problematiche sociali”.
Le cinquanta candeline della comunità sono state accese ma non vogliono essere spente. Mons. Malnati ha infatti voluto una celebrazione nel segno di un ringraziamento e di ricordi da perpetuare all’interno di una Santa messa solenne: “Un momento da vivere con famiglie, giovani e quanti mi hanno supportato – ha concluso Mons. Malnati– senza autorità e inviti particolari, solo con il senso di comunità”.
A suggello della celebrazione, ecco un nuovo libro, il 65° di Malnati versione scrittore. Il titolo è “Personaggi ed episodi della Bibbia” (Luglio Editore) opera che rappresenta uno scrigno di riflessioni e che si avvale di una dedica semplice, intensa: “Alla Comunità di Sion, di cui per cinquant’anni sono stato e sono fratello e pastore”. Firmato Don Ettore. Come ancora in molti lo chiamano, come all’inizio del cammino.
[f.c]


