21.03.2024 – 10.00 – Una nuova, ipotetica, via al trattamento dei tumori al polmone. Si tratta della strada appena tracciata da una nuova ricerca scientifica del gruppo di ricercatori guidato dalla Dr. Federica Benvenuti presso l’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) di Trieste. Lo studio, sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications.
Solitamente, spiega ICGEB, nel caso di pazienti con adenocarcinoma polmonare si procede a una immunoterapia volta a utilizzare gli inibitori dei checkpoint immunitari. Si tratta, al nocciolo, di riattivare i linfociti T, le cellule immunitarie capaci di eliminare le cellule tumorali. I farmaci però necessari per questo trattamento – che non elimina il tumore, ma eleva considerevolmente le percentuali di sopravvivenza del paziente – sono tuttavia pochi, difficili da ottenere nelle quantità necessarie.
L’alternativa proposta da ICGEB consiste invece nel far produrre alti livelli di cellule denditriche di tipo 1 (cDC1) nei tessuti malati. Queste, a propria volta, consentono di riconoscere i neoantigeni tumorali, le proteine presenti nelle cellule malate. Nei soggetti con tumori allo stadio avanzato le cellule denditriche sono poche, relativamente rare; pertanto non c’è alcuna sorveglianza dell’organismo nei confronti dei neoantigeni tumorali. Riattivando i cDC1 il sistema immunitario riprende gran parte della sua forza, non combatte più ad armi spuntate. Si tratta ancora di ipotesi, d’uno studio preliminare; potrebbe però aprire la strada a nuove forme di immunoterapia.
“Questo studio ci ha permesso di progettare e valutare nuove terapie per il tumore al polmone e di collaborare con scienziati di primo piano in istituti europei, tra cui Austria, Belgio e Francia, oltre che in Italia.” ha commentato la dott.ssa Lucía López, prima autrice della pubblicazione scientifica in oggetto.
[z.s.]


