02.03.2024 – 09.35 – La dizione curata, la parlata fluente e quei modi garbati. E quel pugno che fa male. Chi confida negli stereotipi avrà difficoltà a codificare un pugile come Luca Chiancone, atleta professionista triestino con in bacheca non solo un titolo italiano dei pesi medi (si, la categoria che fu di Nino Benvenuti) ma anche una laurea in Designer industriale. Da qualche tempo poi le “categorie” umane da lui frequentate si dividono abitualmente in due: avversari e clienti. I primi naturalmente gli antagonisti sul ring, acquirenti invece i secondi da coinvolgere nella sua agenzia di comunicazione di stampo social, realtà al cui interno trova posto anche la progettazione di software in 3D, un retaggio niente male di quanto acquisito durante il percorso all’Università di Pordenone.
Pugile e imprenditore quindi. Luca Chiancone, 26 anni appena, vive così i suoi “round” del quotidiano, per ora cadendo poco e alzandosi sempre, forse anche sospinto, ancor prima dai dettami del pugilato, dagli insegnamenti della famiglia.
Già, i genitori. La madre bibliotecaria pare abbia trasmesso il senso del dovere e la traccia delle “buone maniere”, dal padre, impiegato in Dogana; invece, sono giunti i geni di un sano pragmatismo: “E’ vero, probabilmente ho colto il meglio dai due – sottolinea divertito Luca Chiancone – mia madre mi ha insegnato il garbo, il saper entrare in sintonia con le persone. Papà è più pratico sicuramente e anche tale aspetto è stato fondamentale. Di certo dalla famiglia ho avuto il costante sostegno necessario per la mia realizzazione di vita”.
Una realizzazione, dicevamo, che gioca su due fronti ma evitando la dicotomia. Partiamo dal pugilato, tema entrato nella vita di Luca Chiancone quasi casualmente, sviluppatosi dalla corte del tecnico Gianni Degrassi, approdando al professionismo e quindi alla conquista del titolo italiano. L’Agenzia di comunicazione germoglia ai tempi della pandemia e grazie alle conseguenze dei recinti sociali dell’epoca trova una prima concreta estensione.
I due rami ad un certo punto si intrecciano. Luca si allena, combatte e vince ma nel contempo cesella i servizi dell’agenzia, ne diviene l’unico socio e la tramuta in una sorta di “ancella” per la sua crescita umana e sociale. Insomma, due trame, una sola forza: “Le borse che vinco negli incontri da professionista vengono investite per buona parte nello sviluppo dell’agenzia – afferma il pugile e manager – ed uno sport come la boxe non può che aiutarmi nella sua concretezza. Se non ti impegni duramente, non raggiungi nessun obiettivo, nello sport e nelle attività collaterali”.
Stacanovista? Certo e nutrito da personali versioni di strategia aziendale: “Se confidi in un piano B – rivela Luca Chiancone – allora non credi troppo nel tuo piano A…”.
Al di là della consistenza dei “piani” in questione, il percorso di Luca Chiancone non è lastricato solo da luci e gloria, anzi. Il prezzo della ribalta oscilla spesso, e in rialzo s’intende. L’allenamento richiede un quorum di 50 ore serali (almeno) di sedute alla settimana abbinate al rigore nella dieta; un quadro da addizionare al tempo richiesto per i clienti e l’assetto aziendale.
Ecco allora che una birra diviene un Santo Graal, una pizza il miraggio, la convivialità quasi l’utopia: “Ho tanta energia e determinazione nei miei lavori – formula il pugile peso medio già campione d’Italia – ma per i miei 26 anni avverto anche una mole di sacrifici particolari, di rinunce significative legate alle relazioni sociali e alla quotidianità tipica dei miei coetanei”.
Quanto potrà durare questo bellissimo match con la vita? Luca Chiancone guarda avanti ma oltre ai nuovi traguardi sul ring, possibilmente in chiave internazionale, preannuncia una sorta di bilancio alla fine del 2028. Quattro anni ancora dunque di pugni, ko da infliggere e soprattutto da evitare. Poi si vedrà. Una cosa è tuttavia certa. Gli insegnamenti di mamma bibliotecaria e babbo doganiere resteranno scolpiti, riassunti nel monito che Luca spesso ama ripetere: “Esprimersi al meglio in ogni circostanza della vita e negli obiettivi prefissati. Sempre e ovunque”.
[f.c]


