27.03.2024 – 07.03 – Terrore psicologico sul luogo di lavoro. Così viene sintetizzata la definizione di mobbing: una violazione dell’integrità personale, umiliante e vessatoria, che mina la serenità del dipendente creando situazioni che, se portante all’estremo, diventano anche patologiche. A dare uno spaccato della situazione che i lavoratori dipendenti vivono i Friuli Venezia Giulia è il Punto di Ascolto Antimobbing, o PdA di Trieste, gestito da Anolf FVG, associazione già impegnata nella tutela degli stranieri. Lo sportello è attivo dal 2005; dallo scorso anno ha ripreso la sua attività a pieno regime grazie a un piccolo finanziamento regionale e alla concessione di uno spazio dove accogliere i lavoratori da parte dell’amministrazione comunale. Ieri sono stati presentati i dati parziali che lo sportello ha potuto raccogliere durante il 2023. L’attività di Anolf è stata in grado di “fornire un identikit del lavoratore vessato – è intervenuta l’asessore Alessia Rosolen – che servirà alla Regione per capire in profondità le dinamiche nel mondo del lavoro, così da vagliare la possibilità di intervento”. Il presidente Ahmed Faghi Elmi ha sottolineato l’impegno dell’Anolf nella tutela dei lavoratori, specialmente degli stranieri, attraverso un’equipe multidisciplinare che ha già registrato più di 32 casi.
Dalla raccolta dei dati, stando a quanto raccontato dalla psicologa del PdA Nadia Sollazzo, le segnalazioni sono in aumento, soprattutto tra le donne, in particolare durante le fasi della maternità o quando emergono esigenze legate alla cura di familiari. La maggior parte delle vittime appartiene al settore pubblico, con un livello di istruzione medio-alto, e ha sottolineato il legame tra mobbing e le pressioni per conciliare vita lavorativa e familiare. A condividere l’esperienza diretta con le vittime di mobbing è stata l’operatrice esperta Ornella Urpis, raccontando di quanto sia importante instaurare un clima di fiducia e di comprendere la complessità del problema a livello sociale. I casi più recenti, ha aggiunto, indicano che il fenomeno è in aumento, in particolare tra i lavoratori over 40, con un incremento della sofferenza psicologica post-pandemia, soprattutto tra coloro che si sentono inadeguati di fronte alle nuove tecnologie.
Un problema, quello del mobbing, che richiede un’organizzazione coordinata e multidisciplinare, collaborazione tra enti pubblici e privati, unita a una maggiore sensibilizzazione e supporto alle vittime. E il vicesindaco Serena Tonel lo ha confermato: “La collaborazione tra pubblico e privato è sempre utile ma ancora di più quando si tratta di tutelare le parti deboli”.
mb.r


