Il Premio “Umberto Saba” alla poetessa romana Antonella Anedda

25.03.2024 – 14.14 – “Voce vibrata e dolcissima, affondata nel buio del mondo della parola poetica”. Solo poche righe, quasi dei versi quelli della giuria per accompagnare l’esito del Premio “Umberto Saba Poesia” – progetto a cura di Fondazione Pordenonelegge, promosso dalla Regione FVG, LETS Letteratura Trieste e Comune di Trieste – conferito quest’anno alla saggista e poetessa Antonella Anedda per la raccolta “Tutte le poesie”, edito da Garzanti.
Stamane la cerimonia della quarta edizione, un momento allestito alla Sala “Bozlen” di Palazzo Gopcevich alla presenza degli organizzatori, del vice sindaco di Trieste Serena Tonel, del direttore artistico di Pordenone Legge Gianmario Villalta e della giuria guidata da Claudio Grisancich e formata da Antonio Riccardi, Franca Mancinelli e Roberto Galaverni.

Antonella Anedda non è nuova a riconoscimenti simili. La poetessa nata a Roma da genitori sardi ha infatti nutrito negli anni la sua bacheca con diversi premi – tra cui “Eugenio Montale” nel 2000, il “Pascoli” nel 2012 e il “Viareggio – Repaci” – e quest’anno ha ribadito la vena con i colori di una raccolta che racchiude il suo percorso raccontandone la coerenza, l’intensità, l’attenzione ad una scrittura poetica “sempre originale e spesso sorprendente”, come sottolineato ancora dal timbro celebrativo della giuria del Premio “Umberto Saba”.

Il rapporto tra i versi di Umberto Saba e Antonella Anedda? Intenso anche esso, pare. Il respiro della “serena disperazione” avvolge i cuori dei due poeti e anima il retaggio giovanile dell’artista romana, memore delle sue visite sin da giovane a Trieste, dei conseguenti affreschi in dialetto e di un legame verso un: “Modello di attenzione a elementi culturali e geografici sempre diversi, in grado di far parlare la poesia con un corto circuito di parole”.

[f.c]

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