‘Il progetto di Cattinara e Burlo rappresenta un danno ambientale, sanitario e sociale’

27.03.2024 – 11.12 – Preservare la pineta, il parcheggio dipendenti e il piazzale dei bus; fermare e ridiscutere il progetto di trasloco del Burlo a Cattinara, assicurando all’IRCCS la qualifica e l’autonomia; completare la terza torre di Cattinara e ristrutturare le torri medica e chirurgica. Queste, in soldoni, le richieste della petizione presentata ieri dal Coordinamento Salviamo il Burlo e la pineta di Cattinara al presidente del Consiglio regionale. La palla passa ora alla III Commissione, che ha sessanta giorni per mettere la petizione all’ordine del giorno e discuterla. Se poi la richiesta venisse accolta in Commissione, questa dovrebbe trasmettere l’istanza al Consiglio che, a propria volta, potrebbe accoglierla o cassarla. “Il progetto è stato deciso nelle segrete stanze. È stato calato dall’alto e costituisce un triplice danno: ambientale, sanitario e sociale”. Così Paolo Radivo, portavoce del Coordinamento Salviamo il Burlo e la pineta di Cattinara, a margine dell’incontro con il presidente del Consiglio regionale.

A illustrare la petizione al presidente Mauro Bordin sono stati Radivo, con una rappresentanza di tre medici – Laura Stabile, Marino Andolina e Gianluca Festini – e un insegnante della scuola elementare slovena di Cattinara, Ljuba Leghissa. “Una cordialissima accoglienza da parte di Bordin”, racconta Radivo, che però “non ha voluto entrare nel merito delle questioni”. A sostenere i rappresentanti del Coordinamento durante il colloquio cinque consiglieri regionali: Simona Liguori, Serena Pellegrino, Maria Rosaria Capozzi, Furio Honsell e Giulia Massolino.

La consigliera pattista, presente alla manifestazione davanti alle porte del Consiglio regionale, definisce “scellerate le scelte già subite dal quartiere. Ancora una volta non è stato previsto il coinvolgimento della cittadinanza, delle operatrici e degli operatori sanitari. Chiediamo di sospendere l’esecuzione del progetto e rimetterlo in discussione, attraverso un vero e proprio processo partecipativo”. Adesso Trieste, fa sapere Massolino, ha condotto un’indagine tra operatrici e operatori sanitari sul futuro del Burlo e pubblicato un report su quanto emerso.

Presente, assieme a una trentina di cittadini che sostengono la causa, anche la consigliera comunale pentastellata Alessandra Richetti: “Cattinara ha già pagato un prezzo veramente pesante quando ha dovuto cedere i suoi territori sia per la costruzione della Grande Viabilità sia, di fatto, per Cattinara. Sono più di vent’anni che si sta parlando di trasferimento del Burlo, è un progetto vecchio, a maggior ragione dopo i recenti investimenti sull’ospedale infantile”.

Lavori a rilento a Cattinara e abbattimento della pineta a parte, riguardo il Burlo, non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale. Il direttore generale Stefano Dorbolò, dopo l’acquisto delle nuove attrezzature e l’inaugurazione di nuovi spazi tra il 2021 e il 2024, aveva dichiarato che “i nuovi locali potranno essere facilmente utilizzati per le necessità sanitarie future del Servizio sanitario regionale, in generale, e anche del Burlo” ma, come affermano dal Coordinamento, “non è chiaro per quali”.

Il Coordinamento, alla fine del 2023, aveva presentato una prima petizione – Rešimo borov gozdič na Katinari / Salviamo il verde a Cattinara – contenente le 10.236 firme raccolte a partire dal gennaio 2022 da alunni e insegnanti della scuola media statale slovena di Cattinara. La presidenza del Consiglio regionale non l’aveva accettata, sostenendo che non contenesse “una richiesta specifica rivolta al Consiglio e pertanto, così come è stata formulata, non può essere considerata né trattata come una petizione”.

mb.r

 

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