28.03.2024 – 11:02 – “La nostra comunità ha parlato chiaramente: non vogliamo altro cemento, ma una piazza verde pubblica che rispecchi il cuore pulsante della Maddalena”. Sono queste le parole di Federico Zadnich, componente di Maddalena Vive, il comitato nato un anno e mezzo fa per difendere l’identità e lo spazio pubblico del quartiere. Con già oltre 300 firme raccolte, ben oltre il requisito minimo di 200, Zadnich sottolinea l’entusiasmo e l’impegno della comunità nel sostenere questa causa. In un momento in cui l’interesse immobiliare sembra minacciare di erodere il tessuto sociale e storico del quartiere, il comitato si è unito a difesa del proprio territorio. “L’assemblea popolare è la nostra arma per avviare un dialogo costruttivo con le autorità competenti e garantire che le voci della Maddalena siano ascoltate e rispettate.” La proposta di trasformare l’ex disinfezione in una piazza verde pubblica, ribattezzata con il nome di “Piazza Paradiso“, ha colto l’attenzione e la partecipazione della comunità locale. “Vogliamo un rione più vivibile, a misura di persona, che consenta una percorribilità sicura, con la salvaguardia degli alberi e l’inserimento di nuove aree verdi, premesse per occasioni di aggregazione sociale, sviluppo eco-sostenibile e a tutela del fondamentale commercio di prossimità” dichiara Valdo Cozzi, un’altro dei componenti del comitato, insieme anche a Marisa Semeraro: “Siamo preoccupati perché non vogliamo che il nostro rione perda un altro pezzo di storia e spazio pubblico. Non ci serve altro cemento, continua Semeraro, ci serve una piazza verde pubblica, una terrazza sul golfo per tutti gli abitanti del rione, dove le persone possano incontrarsi e conoscersi, parlare e passare ore piacevoli in uno degli spazi potenzialmente più belli e panoramici del nostro rione.
Per raggiungere l’obiettivo di convocare un’assemblea popolare, il comitato ha organizzato questa raccolta firme, accompagnata da banchetti e incontri nel quartiere che terminerà a inizio aprile, quando verrà richiesta la convocazione dell’assemblea popolare nella quale aprire un confronto tra Circoscrizione, Comune, Regione, Ater, abitanti e commercianti. “L’assemblea popolare è uno strumento previsto dall’articolo 26 del regolamento delle Circoscrizioni” continua Cozzi, “questo strumento, pur essendo previsto dal regolamento, non viene attuato da diversi anni ma per noi il confronto di idee, la partecipazione e l’ascolto di chi vive il rione sono azioni fondamentali per definire i cambiamenti urbanistici che vengono fatti e per questo abbiamo deciso di farne uso.”
[c.v.]


