Decreto elezioni, lo sdegno del Partito Democratico. ‘La Destra senza pudore’

15.03.2024 – 07.03 – Le tensioni in Parlamento si fanno sentire anche in Regione. A far discutere è il decreto elezioni e, in particolare, l’eliminazione del ballottaggio nei comuni con più di 15mila abitanti a fronte di un 40% di preferenze. Una proposta a firma leghista, trasformata in ordine del giorno quando il senatore Balboni di Fratelli d’Italia ha chiesto al Carroccio di ritirare l’emendamento presentato per maggiori approfondimenti. ‘Un teatrino’, ‘un colpo alla democrazia’, ‘una rappresaglia’, ‘un tradimento’, ‘una scemenza’. Cresce l’ira del Partito Democratico che ieri, nella sala verde del Consiglio regionale, ha tenuto una conferenza stampa per illustrare la pericolosità delle modifiche alla legge elettorale nazionale e a quella regionale di prossima approvazione, facendo intendere che ci si prepara a una discussione piuttosto accesa.

“Alla luce di quello che è successo ieri a Roma era doveroso fare il punto – ha detto il capogruppo del PD, Diego Moretti – martedì si discutono le proposte di modifica elettorale passate in Giunta. Lo abbiamo detto a più riprese, senza che le nostre parole producessero effetti: le leggi elettorali non si fanno ad personam e neppure contra personam. Devono avere un interesse generale”. “La legge vigente è pienamente legittima e non ha bisogno di essere modificata”, ha aggiunto la segretaria del PD Fvg, Caterina Conti, preoccupata dall’astensionismo e “dalla crescente disaffezione al voto”. Per la segretaria regionale è “chiaro l’intento della politica di centrodestra di indebolire i sindaci e mantenere più di un incarico”.

La “legge elettorale, per la parte che riguarda i comuni, è apprezzata dagli italiani” ha assicurato Francesco Russo, consigliere regionale del PD. “Siamo fortemente contrari, soprattutto nel merito del 40% di preferenze. Avevamo chiesto che le riforme si facessero insieme ma per il centrodestra chi vince non governa, comanda. E l’Opposizione è solamente un fastidio. Chiediamo che le norma al 40% venga stralciata”, ha concluso. Infine, ha preso parola il consigliere regionale Roberto Cosolini: “la legge che attualmente è in vigore – ha spiegato – ha fatto bene ai Comuni, perché ha dato ai cittadini la possibilità non solo di eleggere il proprio Sindaco, ma di scegliere il migliore. Con il decreto tutto si ridimensiona”.

Il PD ha denunciato anche la tendenza del centrodestra in Friuli Venezia Giulia a “fare delle leggi ritagliate”, ha spiegato Russo a margine, “per far si che il sindaco di Pordenone, o la sindaca di Monfalcone, possano essere eletti al Parlamento europeo”, mantenendo la propria carica di amministratori comunali. E non manca una stoccata al Governatore: “Si affrontano questi temi con una spinta personalizzazione, à la Berlusconi: la legge sul terzo mandato, voluta disperatamente, potrebbe chiamarsi ‘legge salva-Fedriga’”.

mb.r

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