Il ritorno della processionaria. Tutto quello che c’è da sapere

25.03.2024 – 08.13 – Con l’arrivo della primavera, le larve della processionaria, lepidottero presente nel territorio carsico, raggiungono la maturità e abbandonano definitivamente il caratteristico nido, dirigendosi nelle tipiche “processioni” verso il suolo in file lunghe anche diversi metri. La loro presenza sul territorio dura non più di un paio di mesi, tant’è che con l’estate sono pressoché non individuabili, ma in caso di avvistamento di larve o di nidi di processionaria in zone pubbliche, si raccomanda di avvisare gli organi competenti (autorità comunali, Verde Pubblico, Ufficio Anagrafe Canina del Comune di Trieste, Osservatorio per le Malattie delle Piante di Trieste). In caso di proprietà privata, sarà il proprietario a doversi occupare del trattamento dell’area, facendo attenzione a coprire ogni parte del corpo al fine di evitare il contatto con i peli urticanti, molto fini e facilmente trasportabili dall’aria. È assolutamente necessario evitare il contatto poiché i peli urticanti possono causare dermatiti, reazioni allergiche, infiammazione delle vie respiratorie superiori, irritazioni cutanee, asma e congiuntiviti sia sull’uomo che sugli animali, in particolare per cani e gatti che, annusando il terreno, potrebbero inalare o ingerire i peli comportando nell’animale gravi complicazioni.
In caso di contatto con i peli urticanti Asugi consiglia di non grattare le zone del corpo contaminate, se si manifestassero dermatiti o congiuntiviti, risciacquare abbondantemente la zona interessata. Se dovessero presentarsi problemi generalizzati, andare subito in ospedale e lavare gli abiti ad almeno 60°.

b.b

Ultime notizie

Dello stesso autore