19.03.2024 – 15:00 – Nei prossimi cinque anni in Italia circa un dipendente su cinque della Pubblica amministrazione andrà in pensione, cosa che si tradurrà in 682mila nuovi posti di lavoro per fare fronte al turnover, cui si aggiungeranno altre 60.500 assunzioni. Sono queste le Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine secondo quanto riporta un rapporto realizzato da Excelsior insieme ad Unioncamere. Si prospetta dunque un ringiovanimento per il settore pubblico italiano, che unito alla progressiva implementazione di nuovi strumenti digitali dovrebbe assicurare un ammodernamento dell’intero comparto amministrativo, ma anche un aumento della spesa, considerando il saldo positivo degli ingressi a fronte dei pensionamenti. Tra gli obiettivi della PA c’è infatti anche l’abbassamento dell’età media dei dipendenti, che nel 2020 era di circa 50 anni.
I settori che muoveranno un maggior numero di lavoratori sono nell’ordine i servizi generali della pubblica amministrazione e assicurazione sociale obbligatoria, per cui è previsto un fabbisogno di oltre 307.400 lavoratori, seguito da Istruzione e i Servizi formativi pubblici (con 214.700 per sostituire quelli che andranno in pensione cui si aggiungeranno 19mila nuovi posti di lavoro) e l’ambito sanitario, con complessivi 197.500 nuovi ingressi (12.400 aggiuntivi e 185.500 per il turover).
Secondo il rapporto, in Friuli-Venezia Giulia il fabbisogno occupazionale nei prossimi cinque anni sarà di circa 75mila unità: 68mila per il naturale rimpiazzo dei pensionamenti, cui si sommerà un’espansione di 7mila posti di lavoro. Di questi, poco più di 30mila interesseranno proprio il settore pubblico. Il quadro che si prospetta in regione è complessivamente equilibrato tra le diverse esigenze. Estendendo l’analisi anche al settore privato, sono grossomodo bilanciate le richieste di dirigenti e professionisti a elevata specializzazione, professioni tecniche, impiegati e addetti a commercio e servizi, mentre si prospetta un minore fabbisogno di operai specializzati e conduttori di impianti. Il rapporto osserva come l’educazione sia fondamentale per assicurarsi un futuro nel mondo del lavoro. Dei 75mila posti che si libereranno nel prossimo quinquennio, quasi la metà (28mila) sarà riservata a persone con una Formazione terziaria (universitaria, ITS Academy e AFAM).
(p.l.)


