07.03.2024 – 12.50 – Il censimento, in terre di minoranze e di frontiera, rappresenta tradizionalmente un elemento di vivace discussione. È questo anche il caso della Croazia e del nuovo Registro centrale della popolazione oggetto di un Disegno di legge. Si tratta di una novità di particolare interesse per Trieste, considerando il ruolo della minoranza italiana in Croazia.
Era stata proposta, da parte del Ministero delle Finanze, una consultazione pubblica a proposito della Legge sul Registro centrale; però, secondo La Voce del Popolo, i tempi limitati hanno impedito di affrontare il tema. Il Registro infatti sostituisce il censimento tradizionale, introducendo l’obbligo di fornire i propri dati tramite una dichiarazione inviata col servizio e-Cittadini; o in alternativa inviando i dati alla Direzione fiscale. Il rifiuto di essere censiti comporterà una multa da 660 a 2650 euro.
Il nuovo Registro però si caratterizza per l’ampio ventaglio di dati richiesti ai cittadini, inusuale a confronto con altre nazioni europee. Nell’ambito delle minoranze, la Croazia chiede di dichiarare con chiarezza la propria nazionalità; ed è naturale, considerando come ne derivino diversi diritti tutelati dalla legge.
Il Registro però domanda anche di dichiarare la propria religione e la lingua madre; solo a seguito di alcune polemiche il Ministero ha specificato come non siano dati obbligatori.
Sempre nell’ambito di richieste definite ‘invasive’ verso i cittadini, il Registro chiede di definire quale relazione informale sussiste all’interno della famiglia, se la coppia ad esempio non è sposata, ma condivide la stessa abitazione.
Rimanendo nell’alveo di questo genere di informazioni, il Registro chiede anche di offrire i propri dati di contatto. Dovrebbe trattarsi però, al di fuori della nazionalità, di dati facoltativi.
[z.s.]


