10.02.2024 – 16.11 – Il Magazzino 18, nel cuore di quella parte di Trieste che un tempo era solo Porto Vecchio e che ora ridiventa viva. Un edificio importante che non è soltanto una struttura di stoccaggio e distribuzione dell’Ottocento rinnovata; è anche un monumento carico di storia e memoria per gli esuli istriani, un luogo che racconta le vicende di un popolo e la sua lotta per la libertà e l’identità. Con il Secondo conflitto mondiale e l’instabilità che seguì, l’edificio divenne testimone di uno dei capitoli più dolorosi della storia di quell’Istria oggetto di una ridefinizione territoriale che portò a profondi cambiamenti demografici. Gli abitanti di origine italiana, gli esuli istriani, furono costretti a lasciare le loro case e cercare rifugio altrove, spesso con solo pochi effetti personali e il peso dei ricordi. Per molti di questi esuli, il Magazzino 18 rappresentava il punto di partenza del loro viaggio verso nuove terre e nuove vite: qui, tra i corridoi polverosi e le impalcature di legno, molti hanno dovuto abbandonare le loro radici per affrontare un futuro incerto.
Le pareti di questo edificio hanno udito le parole di chi era costretto a partire in maniera forzata, non avendo altro, e custodito le speranze di un ritorno mai realizzato. Quei magazzini sono stati visitati oggi dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, assieme al ministro Luca Ciriani, che hanno incontrato il presidente della Lega Nazionale di Trieste, Paolo Sardos Albertini, e i rappresentanti delle associazioni che da molti anni curano quel luogo di memoria. “Sono stati tanti gli anni di battaglia politica combattuta affinché queste memorie non venissero strappate per sempre alla storia”, così il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, presente alle cerimonie e alla visita. “Anche solo parlare di questi argomenti era difficile: chi lo faceva era oltraggiato, persino emarginato. Pagine della storia che venivano raccontate e pagine che venivano deliberatamente ignorate; odio e indifferenza, come ha detto il Presidente Sergio Mattarella. Queste sono pagine di storia nazionale. Ora siamo qui al Magazzino 18, dopo la cerimonia a Basovizza, come tante altre volte ma c’è qualcosa in più, c’è la presenza del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, assieme a parlamentari di tanti partiti. Vuol dire che quella battaglia alla fine è stata vint: questo muro è crollato ed è bene che sia così”. Il Magazzino 18 di Trieste è ora un punto di partenza, patrimonio di una comunità e un simbolo tangibile degli esuli istriani e della loro diaspora; un monumento vivente della storia e della sofferenza, un luogo dove la memoria dei sacrifici passati continua a vivere, invitando a riflettere sulle conseguenze della guerra e dell’esilio nell’impegno per un futuro di pace e definitiva riconciliazione.
[f.f.]


