19.01.2024 – 11.14 – Non si è ancora giunti ai primi mesi della primavera del nuovo anno, quando i flussi dell’immigrazione clandestina riprendono solitamente intensità; e non si è nemmeno all’estate, quando la gestione dei flussi clandestini pone in difficoltà Trieste e la zona litoranea. Tuttavia, già nell’inverno 2024, la Slovenia sta preparando alcune strutture temporanee per gestire i flussi dei migranti illegali al confine con la Croazia. Presso infatti il confine di Obrežje, vicino a Brežice, sono state approntati tre container abitativi, tre tendoni e due container per i procedimenti sanitari. A breve è inoltre previsto l’inserimento delle toilette e di due ulteriori tendoni. Il governo intende utilizzare la struttura per il prossimo triennio; si tratta di uno snodo importante, perchè congiunge le autostrade slovene e croate che connettono direttamente le due reciproche capitali, Lubiana e Zagabria. Le stazioni di polizia locale non avevano più le risorse o lo spazio per gestire il flusso migratorio; allo stato odierno non sembrano esservi reali emergenze, ma l’aumento dell’84% del flusso migratorio dalla Croazia nel 2023 lascia prefigurare una futura crisi tra la primavera-estate 2024, specie considerando il conflitto in corso in Medio Oriente e la parallela invasione russa in Ucraina, entrambi tragici ‘motori’ di profughi di guerra.
Non vi sono invece notizie, nel caso del Friuli Venezia Giulia, per quanto concerne l’hub progettato a Jalmicco; l’ipotesi sembra essere stata accantonata, mentre rimane contemporaneamente irrisolta la questione dell’utilizzo illegale dei Silos a Trieste, prima città italiana della Rotta Balcanica.
[z.s.]


