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giovedì, 8 Dicembre 2022

Fitorigenerazione, progetto verde del Comune di Trieste per contrastare l’inquinamento

25.10.2018- 10.30- Combattere e far regredire l’inquinamento diffuso mediante il fitorimedio, questo l’obbiettivo al centro dell’ampia operazione che avrà inizio nei prossimi giorni in Piazzale Rosmini, nel Giardino Pubblico di Via Giulia e nella pineta di Servola.

Il Comune di Trieste, dopo una prima serie di studi e analisi chimiche dei siti interessati, ha scelto di adottare per contrastare l’inquinamento del suolo, due possibili modalità a seconda del caso: la sostituzione completa del terreno inquinato, scelta adottata in particolare per i giardini scolastici e la sperimentazione del fitorimedio, metodo che prevede la posa a dimora di alcune tipologie di essenze, in grado di rigenerare il terreno. Queste piante, per la maggior parte appartenenti alla famiglia delle graminacee, dovrebbero essere in grado di eliminare gli agenti inquinanti risanando così il terreno e inoltre, costituire un utilissimo indicatore biologico in grado di fornire importanti informazioni sulla qualità del terreno, così da studiare e individuare le cause principali dell’inquinamento.

Un progetto questo che parte dal Comune ma che vede il pieno sostegno e il contributo finanziario della Regione FVG, nonché il coinvolgimento di Enti direttamente competenti in materia come l’ARPA, l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero dell’Ambiente, fortemente interessati ai risultati dal punto di vista scientifico e sanitario. Grazie all’appoggio finanziario della Regione, che ha contribuito all’iniziativa stanziando 350.000 Euro, negli scorsi mesi estivi sono già stati avviati i lavori di sostituzione del manto erboso nel primo lotto, che comprende i giardini scolastici della scuola elementare Biagio Marin di Servola e quello della scuola comunale dell’infanzia Don Chalvien di Via Italo Svevo. Ciò permetterà ora di avviare la seconda fase del progetto nei giardini pubblici di Trieste, denominata Operazione Fitorimedio.

L’Assessore comunale ai Lavori Pubblici, Elisa Lodi, ha dichiarato “Tutto è iniziato circa due anni fa. Allora ci trovammo a dover improvvisamente affrontare una situazione di inquinamento dei terreni, da poco scoperta a seguito di alcune indagini top soil, che interessava siti diversi da Servola a Via Giulia, per cercare di capirne le cause e i possibili rimedi”. L’Assessore regionale all’Ambiente e dell’ Energia, Fabio Scoccimarro, ha poi sottolineato “ La novità di un progetto mai attuato prima d’ora in Italia, motivo per cui siamo seguiti con grande attenzione e interesse da altre città e regioni e godiamo della massima collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità. Molto interessante sarà verificare d’ora in poi quali risultati darà il fitorimedio, quali indicazioni ci fornirà e in quale direzione, aiutandoci anche a indirizzarci verso la più consona fra queste diverse tipologie di bonifica naturale”. Diversi e non sempre analoghi sono stati infatti i fattori inquinanti che via via nel corso degli anni sono stati disseminati nei diversi siti, ha concluso l’Assessore, come ad esempio quella degli ampi lavori pubblici e di ricostruzione della città compiuti nel secondo dopoguerra dal Governo Militare Alleato, oppure l’abitudine frequente di conferire assieme ai materiali puliti, altri elementi di dubbia provenienza. Anche sotto questo punto di vista il fitorimedio, utilizzato in diverse parti del territorio, ci potrà fornire indicazioni molto significative anche sulla storia edilizia della nostra città, oltre ad essere il rimedio più naturale per far fronte efficacemente al problema dell’inquinamento del suolo.

L’iniziativa partirà da Piazzale Rosmini, dove un’aiuola sarà trattata con il metodo del fitorimedio e quella vicina no, così da poterle poi paragonare. Per registrare e analizzare le altre sorgenti inquinanti, sarà è poi posizionato da parte dell’ARPA e dell’Università,  una rete di deposimetri nei giardini. L’Assessore Lodi ha infine rivolto un appello ai cittadini che frequentano i giardini interessati da questi interventi di fitorimedio e di posa dei deposimetri, chiedendo loro di prestare particolare attenzione a non calpestare l’erba e per quanto possibile, evitare che i cani salgano sulle aiuole. Ha infine commentato il dottor Marchesi “L’utilizzo coordinato di questo insieme di diverse metodologie e delle relative ricerche, rende l’iniziativa triestina un’iniziativa pilota in questo campo”.

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