17.01.2024 – 11.04 – Continua la corsa dei prezzi anche a Trieste, sebbene con modalità diverse a confronto col biennio 2022-23, quando l’inflazione aveva iniziato una spirale tutt’oggi lontana dall’essersi fermata, specie in determinati settori.
Nel mese di dicembre 2023 la stima definitiva dell’indice dei prezzi al consumo ha registrato un +0.4% rispetto a novembre 2023 (congiunturale) e un +1,7% rispetto a dicembre 2022 (tendenziale).
Nel precedente mese di novembre 2023 la variazione congiunturale era -0.8% e la tendenziale +1.4%.
Guardando ad un anno addietro preoccupa come continui senza controllo l’aumento degli alimenti e delle bevande, schizzato a un +7,8%. A confronto invece cogli aumenti di gas ed elettricità avvenuti tra il 2022-23 la corsa sembra essersi arrestata, si segnala anzi un calo del -18,9%. Calo relativo, perché i dati del 2023 erano fuori dimensione, ‘forzati’ dall’inflazione rampante dovuta al conflitto Ucraina-Russia e ad una generale speculazione da parte delle compagnie energetiche. Rimane anche salato il conto del settore ristorativo; +6,3%, un aumento dei prezzi ormai molto forte. Notevole anche il settore dell’istruzione, con un +4,2% e dei servizi per la casa, con un +4,6%.
Per quanto concerne lo scenario nazionale, come comunicato dal Codacons, Milano si conferma nel 2023 la ‘regina dell’inflazione’ ovvero la città dove l’aumento di prezzi e tariffe, a parità di consumi, ha determinato il più forte impatto sulla spesa delle famiglie, pari in media a +1.657 euro su base annua a nucleo residente a fronte di un tasso di inflazione medio del +6,1%. Al secondo posto si piazza Varese con +1.581 euro annui, seguita da Bolzano con +1.542 euro.
Sul fronte opposto, la città dove il caro-prezzi ha pesato di meno è Potenza, con un aggravio medio di spesa nel 2023 pari a +731 euro a nucleo residente; in penultima posizione Catanzaro (+820 euro) seguita da Reggio Calabria (+840 euro).
E Trieste? Per il Codacons si colloca al 41esimo posto in tutta Italia.
[z.s.]


