Gender gap. Trieste è la città con il miglior tasso di lavoro femminile in FVG

16.01.2024 – 11:19 – Nel biennio 2021-2022, Trieste ha sperimentato un ritorno ai livelli pre-pandemici in termini di occupazione e assunzioni. Secondo lo studio condotto da Carlos Corvino e Roberta Molaro, i principali dati sul lavoro in regione fanno emergere una serie di sfide caratterizzate da una diminuzione delle assunzioni a tempo indeterminato,-9.6%, e delle stabilizzazioni pari al -2.7%. Nonostante la persistenza della problematica di genere e generazionale in Friuli Venezia Giulia, accentuata dalla regressione demografica, un dato che stupisce positivamente è quello del gender gap, che a Trieste nel terzo trimestre 2023 è stato del 6.5%, la percentuale più bassa rispetto a quella della regione, ovvero 13.6%. Il tasso di occupazione, suddiviso per genere, riflette infatti un quadro più equilibrato a Trieste con il tasso di uomini assunti al 4.2% e quello delle donne al 5.3%. La regressione demografica è alla radice di forti criticità per l’evoluzione del lavoro: la contrazione dell’offerta potenziale di lavoro, in particolare nella fascia 15-34 anni porta a sua volta all’invecchiamento della forza lavoro e ai conseguenti squilibri che impattano sulle politiche socio-economiche, su quelle sanitarie e sulla sostenibilità del sistema pensionistico.

Secondo i dati ISTAT, le motivazioni che spingono i lavoratori a presentare le dimissioni sono o una retribuzione inadeguata (40%) o il desiderio di un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata (36%). A dire la sua è stata l’Assessore regionale al Lavoro e alla Formazione, Rosolen: “In Friuli Venezia Giulia esiste non solo un gap di genere ma anche generazionale per quanto riguarda l’ingresso e la permanenza del mercato del lavoro; per questo abbiamo apportato modifiche al regolamento sugli incentivi alle assunzioni con contratti a tempo determinato, introducendo due nuove categorie: i giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni disoccupati da almeno 4 mesi consecutivi e le donne disoccupate da almeno 4 mesi consecutivi”.

Un altro elemento interessante, portato alla luce dalla consigliera regionale Celotti è la necessità delle donne di affrontare le sfide del part-time non voluto: “Le politiche per favorire l’occupazione femminile devono intervenire su più fronti: bene gli incentivi per favorire l’assunzione di nuovo personale, perché promuove forme contrattuali tendenzialmente più stabili, ma il vero problema che dobbiamo affrontare oggi è la disponibilità di lavoro“. […] “Così come si trova in difficoltà chi, anche in questo caso sono per la stragrande maggioranza donne, è costretto a un part time non voluto perché il sistema scolastico non riesce a rispondere, a livello di copertura oraria, ai tempi lavorativi, e i servizi aggiuntivi attivati da alcuni Comuni sono ancora troppo poco diffusi e troppo poco estesi e sono onerosi”.

[c.v.]

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