Dal Marocco al porto di Trieste, si pensa a un ‘Green Corridor’ per l’idrogeno

12.01.2024 – 07.01 – C’è anche un po’ di Trieste nel Piano Mattei. È stato infatti approvato ieri, con il via libera della Camera, il decreto sulla governance del Piano Mattei. Si tratta di sei articoli volti a delineare l’ossatura per il piano di cooperazione bilaterale tra i paesi dell’Africa e l’Italia. Viene allora istituita una cabina di regia, definita la struttura di missione, la durata di quattro anni e gli obiettivi. Quest’ultimi prevedono, accanto agli elementi più ‘umanitari’ (tutela dell’ambiente, contrasto al climate change, investimenti sulla salute e la sicurezza alimentare), anche la promozione dell’export e lo sfruttamento (e conseguente approvvigionamento) sostenibile delle risorse naturali. Acqua, materie prime ed energia. E proprio a questo proposito si inserisce Trieste, perchè un ordine del giorno al Dl Piano Mattei, della deputata del PD Debora Serracchiani, è stato trasformato a sua volta in un emendamento al Dl Energia, rendendolo ammissibile. Teoricamente il Governo Meloni autorizza così apposite risorse per finanziare uno studio di fattibilità per il trasporto dell’idrogeno verde (il cosiddetto ‘Green Corridor‘) dal Marocco a Trieste. A propria volta l’idrogeno utilizzerà l’Oleodotto Transalpino per la redistribuzione della gassosa risorsa verso il centro-est Europa.

Le sponde sembrano essere, da ambo i continenti, alquanto fertili: il Marocco mira a diventare uno dei principali produttori mondiali di idrogeno ‘pulito’, sfruttando l’energia eolica e solare per l’elettrolisi dell’acqua. L’odierno primo ministro del Marocco Aziz Akhannouch ha dichiarato di voler giocare un ruolo di primo piano, producendo il 4% del mercato globale dell’idrogeno verde, calcolato sui 280 miliardi di dollari di entrate nel 2050. Previsioni (e intenzioni) alle quali Germania e Paesi Bassi sembrano credere, avendo entrambi sottoscritto accordi energetici col paese nord africano.
Sotto il profilo privato il gruppo marocchino OCP sta investendo 7 miliardi di dollari in un impianto di produzione di ammoniaca da idrogeno verde a Tarfaya, nel sud del paese, con una capacità di produzione di circa 200.000 tonnellate di ammoniaca entro il 2026.
Il porto di Trieste, nell’ambito delle rotte nord africane, si era d’altronde già mosso visitando il Marocco lo scorso settembre 2023 e discutendo con l’Autorità portuale di Tangeri (TangerMed).
Una volta giunto a Trieste l’idrogeno verde marocchino potrebbe essere poi utilizzato dalla locale Hydrogen Valley transfrontaliera tra FVG, Slovenia e Croazia, ad esempio alimentando i nuovi autobus o rifornendo le industrie giuliane e slovene.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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