19.01.2024 – 07.28 – Il Carnevale di Muggia, evento ricco di storia e di significato per la comunità locale, quest’anno si appresta a celebrare il suo settantesimo compleanno. Uno straordinario traguardo, risultato della passione e dello spirito instancabile dei muggesani, che hanno saputo custodire e tramandare nel tempo questa affascinante tradizione. Ogni anno, grandi e piccini si uniscono in laboratori creativi dedicati alla realizzazione di costumi e carri, dedicando il loro prezioso tempo libero a un incredibile lavoro di squadra. I laboratori diventano luoghi di condivisione e creatività, dove le generazioni si mescolano per dare vita a creazioni straordinarie. La costruzione di costumi e carri diventa così un’opportunità per rafforzare i legami all’interno della comunità e per trasmettere valori di collaborazione e solidarietà.
La partecipazione attiva di tutta la comunità contribuisce a rendere il Carnevale di Muggia un evento unico e coinvolgente, un mix di fantasia, creatività e ingegno.
Celebrare i settant’anni è un’importante un’occasione per riflettere sull’importanza di preservare e valorizzare le tradizioni locali. Il Carnevale di Muggia, con la sua lunga storia e la sua capacità di coinvolgere e ispirare le persone, si conferma come un patrimonio da custodire gelosamente.
Il sindaco di Muggia, Paolo Polidori, sottolinea con gratitudine l’importanza non solo di coloro che attualmente preservano la tradizione del Carnevale, ma anche di coloro che nel passato hanno contribuito a far crescere l’evento cittadino più significativo dell’anno. In questa prospettiva, il primo cittadino ringrazia i gruppi che vi partecipano, sottolineando il ruolo cruciale che ogni generazione ha avuto nel plasmare e mantenere viva questa tradizione radicata nella storia di Muggia.
Il Carnevale di Muggia è diventato, di fatto, un punto di riferimento non solo per i residenti, ma anche per turisti che partecipano insieme ai muggesani, contribuendo così al divertimento di questa festa. Anno dopo anno, la manifestazione mira a ritornare alle sue radici, attingendo dalle tradizioni più significative della comunità per trovare la sua forza e peculiarità uniche.
Il Carnevale, celebre non solo in Italia ma anche a livello mondiale, offre l’opportunità di travestirsi da personaggi della tradizione, della storia, della fantasia o persino di creare parodie della vita quotidiana. La parola stessa, derivata dal latino ‘carnem levare‘, significa ‘eliminare la carne’, indicando il periodo festivo che precede la Quaresima, un periodo di digiuno e astinenza. Inizialmente, rappresentava un “mondo alla rovescia“, sfidando le gerarchie sociali e permettendo temporaneamente inversioni di ruoli.
Dal punto di vista storico, è considerato un periodo di festa e rinnovamento, in cui viene evidenziata la sua connessione con le tradizioni religiose e l’antica pratica di ribaltare l’ordine sociale. Ciò che persiste oggi della lunga tradizione storica è l’aspetto goliardico e festoso che caratterizza il carnevale, sia a Muggia che in tutto il mondo.
L’antica festa di Muggia trova la sua prima testimonianza nel 1420, all’interno di uno statuto comunale che menziona il tradizionale “mato carneval“. Il comune sosteneva la festa elargendo un ducato alla compagnia che spendeva più di tre per i musicanti.
Centinaia di anni dopo, si trova la descrizione del ballo divenuto il simbolo dell’apertura del “Carnevale Muggesano”: il “Ballo della Verdura“. Questa danza, documentata per la prima volta nel 1611, richiama la tradizione di Teseo, che istituì una danza simile per celebrare la gioia della vittoria sul Minotauro nel labirinto. Dopo un periodo di scomparsa, il ballo è stato riproposto nel 1981 da un gruppo di ballerini nel giorno del Giovedì Grasso, in occasione del gemellaggio tra il “Carnevale Muggesano” e quello di Venezia. Le donne e gli uomini, durante questa danza, indossano ghirlande verdi sulla testa e tengono in mano un arco d’oro decorato con fronde e arance, creando uno spettacolo affascinante e simbolico.
Protagoniste dell’evento muggesano sono le compagnie, cioè dei gruppi sorti su iniziativa di singoli, organizzazioni, rioni o contrade. Tante sono quelle che sono nate e si sono sciolte nel corso degli anni. Molte si sono date dei nomi estrosi come ad esempio “Bartuele”, “Cavernicoli”, “Grisa”, “Falische”. Attualmente le compagnie sono otto: “Bellezze Naturali”, “Bulli e Pupe”, “La Bora”, “Brivido”, “Lampo”, “Mandrioi”, “Ongia”, “Trottola”.
Le storiche compagnie “Trottola“, “Lampo” e “Bellezze Naturali” emergono come pilastri essenziali nella salvaguardia dell’identità culturale di questa tradizionale festa. Queste compagnie svolgono un ruolo fondamentale in quanto custodi della storia e contribuiscono a preservare le radici culturali, consentendo alle generazioni attuali e future di mantenere salda la propria identità nel contesto della festa tradizionale.
La compagnia “Trottola” ha radici che affondano nel lontano 1967, quando un gruppo di amici in maschera, senza un tema comune, si unì sotto il motto “Beat“. Fu solo l’anno successivo, nel 1968, che la compagnia fu ufficialmente fondata, con una decina di ragazzi che parteciparono al Carnevale muggesano con il tema “Charleston“. Il nome “Trottola” trae ispirazione dalla canzone di Rita Pavone intitolata “Zucchero“, popolare in quegli anni, in cui il ritornello canta “il tuo amor non è zucchero ma mi piace lo stesso perché io mi sento come una trottola e mi piace girare con te”. Il nome fu suggerito da Cirillo Zauer, oste di un locale a Mandracchio, e fu subito adottato dagli entusiasti ragazzi presenti.
Tra i fondatori della compagnia spiccano nomi come Lucio Zorzon, Giorgio Zorzon, Guido Serio, Ladi Cociani, Franco “Caval” Millo, Gianni Montanari e Riccardo Wagner. Nel corso degli anni si unirono alla Trottola anche figure chiave come Eugenio “Cucal” Pangher, Paolo Ciliberti e Willy “Paneto” Fontanot. Inizialmente, la partecipazione al corso mascherato era riservata esclusivamente agli uomini, con le donne escluse dalla sfilata. Tuttavia, ben presto questa discriminazione fu superata, e la compagnia vide un aumento significativo della presenza femminile.
Negli anni successivi, la Trottola crebbe numericamente, affinò le sue capacità tecniche e organizzative, ottenendo riconoscimenti positivi dalla metà degli anni ’90 in poi. Nel 2009, 2012 e 2018, la compagnia raggiunse la vetta della classifica, dimostrando il suo impegno costante e la sua dedizione alla tradizione carnevalesca locale.
Un’altra affascinante presenza nel Carnevale muggesano è la compagnia “Lampo“, che fece la sua prima apparizione nel 1955 con il tema “matrimonio civile”. Il nome “Lampo” fu ispirato da Lorenzo Tull, un musicista, trapezista e saltimbanco noto come “uomo di mondo”, che portava un cappellino che da lontano assomigliava ai serbatoi di un combustibile dell’epoca chiamato proprio “Lampo”.
Dopo il debutto a Muggia, la compagnia Lampo si espanse e si consolidò grazie alla fusione con il gruppo La Grisa-La Tappa. La decisione del nome da conservare venne presa attraverso votazioni “delicate” presso l’Osteria de Maria a Santa Barbara, coinvolgendo i membri dei due gruppi. La vittoria andò a Lampo, ricordando che tutte le donne di Santa Barbara furono invitate e accompagnate alla votazione da Giuseppe Ciacchi, detto Pino. Così, ufficialmente nel 1958, nacque la Compagnia Lampo.
Tra i padri storici della compagnia, oltre a Lampo e Pino, figurano nomi come Carlo Viola, Elvino Viola, Sandro Bonato alias “Penel in Smoio”, Giuseppe (Pino banda) ed Irene Bossi, Francesco Zuppin, Lino Tull, Mario ed Ernila Colarich, Miriano Mercandel e molti altri.
Negli anni ’70, la Lampo iniziò la sua notevole ascesa, sorprendendo e vincendo di anno in anno. Introdusse molte innovazioni, tra cui la simbiosi con la Filarmonica di Santa Barbara, la prima banda a sfilare con un costume anziché con la divisa. Dopo aver festeggiato il suo 65° compleanno, la Lampo, anche se distante dai fasti degli anni passati, continua a partecipare al Carnevale de Muja con l’obiettivo di divertire e divertirsi.
Infine, la compagnia “Bellezze Naturali” festeggia insieme al Carnevale Muggesano il prestigioso traguardo dei 70 anni, un anniversario che sottolinea l’importanza di una storia ricca di legami con le esperienze personali dei suoi membri passati e presenti. Per oltre la metà di questi 70 anni, Giorgio Fragiacomo, conosciuto come “Jure” tra gli amici, ha curato i carri delle Bellezze Naturali. La sua passione, la pazienza con gli altri membri della compagnia, la dedizione e il duro lavoro hanno portato a risultati significativi: una vittoria assoluta al Carnevale, ben 12 primi posti assoluti nella categoria “carro principale“, numerosi premi da Confartigianato e la presenza sulle pagine di copertina del libretto del carnevale, riservato al carro vincitore dell’anno precedente.
Anche quest’anno, il carro della “Bellezze Naturali”, insieme a quelli delle altre compagnie, regalerà una domenica di sfilata magica, contribuendo a rendere indimenticabile l’intero Carnevale Muggesano. Quest’anno, la sfilata delle compagnie e dei loro carri è programmata per domenica 11 febbraio a partire dalle ore 13.00. Per coloro che non potessero partecipare di persona, sarà possibile seguire l’evento tramite la diretta streaming. Ulteriori dettagli e informazioni sono disponibili sul sito ufficiale dell’evento.
Il settantesimo anniversario del Carnevale di Muggia costituisce un tangibile segno di forza e resilienza della comunità nel preservare il suo ricco patrimonio culturale. L’evento si configura come un autentico esempio di come la passione e la collaborazione possano creare un legame duraturo tra passato, presente e futuro. In un contesto in cui le tradizioni rischiano di essere dimenticate nel costante cambiamento del mondo, l’instancabile impegno delle compagnie nel conservare e promuovere le tradizioni locali assume un’importanza cruciale. Il Carnevale diventa così un momento speciale per riflettere sull’identità collettiva, celebrando la continuità di una manifestazione capace di adattarsi e prosperare nel corso dei decenni.
[f.t]


