Al Teatro Bobbio “Falstaff a Windsor”, una comicità amara tra fake news, beffe e travestimenti

14.01.2024 – 11.05 – Si riapre il sipario al Teatro Bobbio di Trieste, dopo i festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno, con uno spettacolo di Ugo Chiti. La rappresentazione teatrale “Falstaff a Windsor”, interpretata da un carismatico Alessandro Benvenuti, simbolo dell’umorismo toscano e da uno staff di bravissimi attori della Compagnia Arca Azzurra, fonde i toni della commedia “Le allegre comari di Windsor” di William Shakespeare, dalla quale è liberamente tratta, a quelli più drammatici presi in prestito da altre opere del drammaturgo inglese, come Enrico IV ed Enrico V.
Secondo la leggenda, la Regina Elisabetta, conquistata dal personaggio di sir John Falstaff descritto nell’ENRICO IV e V, ordinò a Shakespeare la stesura di una nuova commedia, che lo rendesse il protagonista principale. In soli quattordici giorni l’autore scrisse “Le Allegre Comari di Windsor”, rispondendo così alle richieste della regina di vedere Falstaff implicato in un intrigo amoroso.

Il protagonista di questo componimento teatrale, nelle vesti di un attempato briccone, è un personaggio poliedrico. Colmo di un’arroganza aristocratica anche se nelle sue vene scorre sangue plebeo, rivela a tratti un animo puro ed ingenuo, estraneo da quel cinismo di cui viene spesso accusato. Quando decide di corteggiare due ricche donne sposate per arrivare al loro denaro, diviene poi egli stesso vittima della furia vendicativa delle due signore. Ne esce avvilito e bastonato dalle beffe e dai travestimenti che per primo ha messo in atto, anche se dentro di lui sembra non esserne del tutto consapevole ed ancora pretendere il rispetto dovuto all’antico ruolo di cavaliere. Falstaff è la rappresentazione umana dell’ironia, il più enigmatico degli atteggiamenti dello spirito, un dissimulatore che, al contrario del politico però rovescia il senso delle sue parole e delle sue azioni non per ingannare ma per fornire un insegnamento.

In questo spettacolo il personaggio di Falstaff, uno dei più importanti e sicuramente il più amato della produzione comica shakespeariana, sembra a tratti passare in secondo piano, soprattutto quando è circondato dalle protagoniste femminili. Definite nella traduzione “libere” più che “allegre”, si rivelano tali in senso contemporaneo, perché libere di pensare ed agire come donne dei giorni nostri. Una rappresentazione teatrale a tratti quasi femminista, che mescola insieme grande divertimento a momenti profondi. Anche se ambientato nel 1600, lo scritto shakespeariano, dai tratti molto attuali, è precursore delle moderne commedie degli equivoci. In questa nuova versione del testo, troviamo il monologo di apertura dell’ENRICO IV, che riflette su un mondo comandato da un‘ idea di successo e bombardato da ingannevoli notizie e false calunnie. Un‘immagine drammaticamente attuale, dove la fama e la popolarità non dipendono più dalle caratteristiche morali, quali onestà, coraggio, o forza di volontà, ma solo dall’apparenza. Un mondo bombardato da migliaia di informazioni, dove è sempre più difficile capire quali siano reali, mezze verità o bugie e dove gli uomini vengono manovrati attraverso informazioni ingannevoli.

Questo spettacolo, che replicherà ancora domenica 14 gennaio 2024 sempre al Teatro Bobbio, divertente come “La Bisbetica domata” e filosofico come ‘As you like it’, si colloca in un “mondo di mezza verità” che ci vuol far ridere delle nostre stesse lacrime, perché come dice il protagonista nella battuta finale “bandire Falstaff è bandire il mondo!”

[s.f]

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