15.01.2024 – 16.30 – Il 2 gennaio, una volante della Polizia di Stato è intervenuta presso l’Ospedale di Cattinara in seguito alla segnalazione di un operatore sanitario riguardo a una donna ricoverata per un’aggressione subita nella notte di capodanno da parte del compagno, G.T. classe ’95. Gli operatori dell’U.P.G.S.P., intervenuti successivamente, hanno raccolto la testimonianza della vittima, che presentava segni evidenti di lesioni sul corpo e sul volto. La donna ha narrato di una discussione verbale sviluppatasi durante la notte di capodanno in un locale del centro città con il fidanzato. La lite, innescata da motivi sentimentali, ha portato l’uomo a perdere la calma, mordendo la compagna allo zigomo e causandole un ematoma. Dopo il litigio, la donna è tornata a casa da sola, ma il compagno, rientrato successivamente, l’ha violentemente attaccata con calci, pugni e oggetti vari, tra cui un tablet e una bottiglia di vetro, dopo averla scaraventata giù dal divano.
Dopo l’aggressione, l’uomo è andato a dormire, mentre la donna, dolorante e spaventata, ha chiamato i genitori, che l’hanno immediatamente recuperata. Una volta a casa, la donna, contattato un medico di fiducia, si è recata al Pronto Soccorso per ricevere le cure necessarie, rimanendo ricoverata in ospedale per la notte.
Le autorità, dopo aver formalizzato la denuncia della vittima, hanno trasmesso il verbale di dimissioni del giorno successivo, evidenziando una prognosi di 40 giorni. La Procura della Repubblica di Trieste ha aperto un fascicolo d’indagine, delegando il Commissariato San Sabba ad ascoltare la vittima per ottenere dettagli sui fatti e verificare possibili violenze pregresse.
Durante l’audizione, è emersa una grave situazione di maltrattamenti familiari protrattasi per circa un anno, con la donna vittima di ingiurie, minacce e violenze continue. L’uomo, geloso e possessivo, l’aveva isolata dalla famiglia e dagli amici, accusandola di essere tossicodipendente e istigandola al suicidio. La vittima, pur subendo umiliazioni e violenze ogni tre giorni, non aveva avuto il coraggio di denunciare in precedenza.
Dopo un’indagine rapida, il Commissariato San Sabba ha eseguito l’ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal G.I.P. di Trieste su richiesta del PM, imponendo all’indagato il Divieto di Avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi frequentati da quest’ultima, con l’obbligo di mantenere una distanza non inferiore a 500 metri. Inoltre, è stato imposto il divieto di comunicazione e l’applicazione di un braccialetto elettronico.
[c.v.]


