Parigi, morto un uomo e nel nome della Palestina l’assassino grida ‘Akbar’. Aveva precedenti psichiatrici

03.12.2023 – 08.36 – Morto a Parigi un giovane tedesco che si trovava in compagnia della moglie, salvata dall’intervento di un tassista, e altre due cittadini feriti, un sessantenne francese e l’altro straniero, a seguito di un attacco con coltello e martello non lontano dalla torre Eiffel. L’assassino del Quai de Grenelle protagonista dell’efferato episodio di ieri sera, verificatosi poco prima delle 21, è altrettanto giovane, 26 anni; era già noto alla polizia, aveva precedenti penali (una condanna a quattro anni per aver precedentemente premeditato un altro attacco, e sarà certamente questo che farà discutere: l’omicidio segue di solo due mesi l’uccisione di un insegnante ad Arras), e una nota situazione di squilibrio psichico. Raggiunto e arrestato dalla polizia dopo esser stato colpito con il taser, affronterà ora, secondo la legge francese, l’accusa di omicidio premeditato, assieme a quella di associazione al terrorismo in quanto stava gridando “Allahu Akbar” e ha dichiarato di aver colpito per vendicare i molti musulmani morti in Afghanistan e in Palestina.

Il credo religioso, di fronte a questi episodi, torna sempre, a torto o a ragione in tremende occasioni, protagonista: il riconoscersi in una fede è in aumento, con l’84 per cento della popolazione mondiale che si identifica come appartenente a un gruppo religioso secondo una stima di Pew Research Center del 2022; gli islamici sono due miliardi, e due e mezzo i cristiani; a Trieste, gli appartenenti alla fede musulmana sono oggi circa 6mila, in aumento, dieci volte i membri della comunità ebraica, che vive da decenni sotto scorta pur fra gli appelli dei leader religiosi di tutte le comunità all’armonia e alla ferma condanna della comunità islamica triestina nei confronti del terrorismo. Gaza ha esacerbato la situazione, e raggiungere l’armonia per fare in modo che la percezione d’insicurezza scompaia rimane una delle sfide più grandi dell’accoglienza.

[f.f.]

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